La Compagnia di Gesù riafferma la sua missione di riconciliazione e giustizia
Dopo dieci giorni di preghiera, conversazioni, riflessioni e discernimento, si è conclusa la terza Riunione dei Superiori Maggiori della Compagnia di Gesù.
Negli ultimi giorni, i leader gesuiti hanno riflettuto profondamente sui temi che caratterizzano la missione della Compagnia oggi: le Preferenze Apostoliche Universali (PAU), la collaborazione, la Cura Apostolica e la Cura Personalis, la protezione, le strutture di governo, la promozione delle vocazioni...
Sebbene la Riunione dei Superiori Maggiori non abbia autorità legislativa e non emani decreti, il suo ruolo rimane fondamentale. Offre infatti uno spazio a coloro che sono direttamente coinvolti nel governo della Compagnia per riflettere sui progressi, sulle sfide e sulle opportunità future a livello mondiale. Queste riunioni si tengono circa ogni sei anni a partire dall’ultima Congregazione Generale, come stabilito dal decreto 23 della 34ª Congregazione Generale.
Le sessioni finali si sono concentrate sulla raccolta dei frutti di queste riflessioni.
Ascoltare lo Spirito
Il Padre Generale ha proposto alcune osservazioni conclusive al termine della Riunione. Ha osservato che i Superiori Maggiori, consapevoli della responsabilità condivisa per la vita e la missione della Compagnia, hanno deciso durante la Riunione di “crescere come gruppo capace di discernere insieme i movimenti spirituali che sono all’opera nel corpo della Compagnia, nella Chiesa e nei contesti sociali e culturali in cui viviamo, al fine di svolgere meglio la nostra missione di riconciliazione e di giustizia”.
Egli ha descritto il metodo utilizzato durante la Riunione, iniziato con due giorni di ritiro: ascoltare presentazioni meditate, dedicare tempo alla preghiera personale, condividere idee in piccoli gruppi e riunirsi in sessioni plenarie. L’Eucaristia quotidiana, ha aggiunto, “ci ha permesso di rafforzare il legame di una comunità di amici nel Signore che si riuniscono attorno alla sua parola e nella comunione del suo corpo e del suo sangue”.
Riaffermare la missione di riconciliazione e di giustizia
“Abbiamo ricevuto la conferma di essere stati inviati in una missione di riconciliazione e di giustizia”, ha detto padre Sosa.
Egli ha osservato che la Riunione ha permesso di approfondire la comprensione delle PAU come linee guida fondamentali per orientare la missione di vita della Compagnia. Le discussioni hanno anche esaminato la complessità della loro attuazione nelle Province e nelle Regioni, specialmente nella formazione e con coloro con cui condividiamo il nostro apostolato. Padre Sosa ha anche sottolineato l’importanza di una continua “conversione personale, comunitaria e istituzionale che garantisca l’identità di ciò che facciamo”.
“Il Santo Padre, Leone XIV, ha completato la conferma della missione, insistendo sulla centralità di Gesù nella nostra vita-missione e inviandoci alle frontiere del servizio alla fede e della lotta per la giustizia, alle nuove frontiere intellettuali e al mondo digitale”, ha affermato padre Sosa.
Temi importanti
Padre Sosa ha poi parlato dei numerosi temi discussi durante la Riunione.
Una parte importante delle discussioni, ha detto, si è concentrata sulla cultura della cura. Prendersi cura di coloro che sono impegnati nella missione, gesuiti e collaboratori, è una responsabilità impegnativa, ma essenziale. La formazione è stata identificata come una preoccupazione fondamentale, con la richiesta di formatori e superiori competenti, che possano animare le comunità con fede e discernimento.
Egli ha anche parlato della necessità di prendersi cura, anche di coloro che si prendono cura degli altri, aggiungendo che la promozione di ambienti sicuri è anch’essa una dimensione della cultura della cura.
Il Padre Generale ha osservato che le nuove esigenze della missione e l’evoluzione della Compagnia ci richiedono di riconsiderare i nostri apostolati e le nostre strutture di governo.
Ha ricordato ai Superiori Maggiori che la vera promozione delle vocazioni inizia con la speranza nel Signore e ha invitato tutti a pregare con fervore per questo. La coerenza della nostra vita-missione con il carisma che abbiamo ricevuto, ha detto, è ciò che attrae e sostiene le nuove vocazioni.
Ha anche sottolineato l’importanza del dialogo intergenerazionale, definendolo un compito quotidiano “che permette l’autentica trasmissione del carisma che abbiamo ricevuto”.
“Abbiamo imparato che il vero discernimento avviene quando parliamo liberamente e ascoltiamo con umiltà”, ha detto padre Antoine Kerhuel, Segretario Generale della Compagnia di Gesù. “Questo incontro ci ha aiutato a esaminare la nostra missione nel mondo come gesuiti e sarà fondamentale per tracciare il nostro cammino verso il futuro.”
Momenti speciali
Sebbene ogni giorno della Riunione abbia avuto la sua importanza, alcuni momenti sono stati particolarmente significativi. Il 24 ottobre, tutti i 100 partecipanti sono stati ricevuti in udienza in Vaticano da Papa Leone XIV. Il Santo Padre ha incoraggiato e sfidato i Superiori Maggiori, invitandoli a mantenere la loro attenzione su Cristo mentre svolgono la loro missione di servizio.
Un altro momento saliente è stato il pellegrinaggio attraverso la Porta Santa della Basilica di San Pietro. I gesuiti di tutti i continenti hanno sfilato in processione, pregando e cantando insieme, mostrando l’universalità della speranza e della missione che tutti noi condividiamo come membri della Compagnia di Gesù.
La terza Riunione dei Superiori Maggiori si è conclusa con la celebrazione dell’Eucaristia, presieduta da padre Arturo Sosa nella Chiesa del Gesù a Roma.







