“Vite in cammino”: riunione del Consiglio Allargato

È bella l’immagine dei Re Magi: viaggiatori che seguono una stella, andando verso qualcosa di più grande di loro stessi. Questo è stato il filo conduttore del discorso del Padre Generale Arturo Sosa all’apertura del Consiglio Allargato che si è tenuto a Roma questa settimana.

Ispirandosi alle parole di Papa Leone XIV, il Padre Generale ha ricordato al Consiglio che “siamo vite in cammino”. Per la Compagnia di Gesù, questo non è solo un sentimento poetico, ma un invito all’azione. “Il Vangelo”, osserva, “esorta la Chiesa ad abbracciare il cambiamento e il movimento, indirizzando quell’energia verso il Dio che la ispira.”

Dal 12 al 16 gennaio 2026, la Curia è stata lo spazio di questo movimento, dato che il Consiglio cercherà di trasformare l’idea generale di “collaborazione e lavoro in rete” in una realtà vissuta.

Andare oltre la teoria

Questo incontro non nasce dal nulla. Si basa sull’impulso generato dalla riunione dei Superiori Maggiori a ottobre del 2025. Mentre quella riunione ha stabilito perché dobbiamo lavorare insieme, questo Consiglio si chiede come farlo.

Il discernimento si concentra su cinque percorsi pratici per rimodellare il funzionamento della Compagnia in un mondo complesso:

Trovare un linguaggio comune: essere chiari sui ruoli in modo che le collaborazioni si fondino sulla trasparenza.
Dare priorità ai rapporti interpersonali: creare una “formazione missionaria” che si concentri tanto sulle persone quanto sui compiti.
Rivendicare la nostra storia: ricordare che la storia della Compagnia è sempre stata caratterizzata dalla collaborazione con gli altri.
Leadership condivisa: approfondire l’impegno verso un “governo collaborativo” che non sia solo di tipo gerarchico.
Discernere insieme: affinare la nostra capacità di ascoltare lo Spirito come comunità, rimanendo fedeli alle nostre radici ignaziane.

La conversazione tocca anche argomenti fondamentali riguardanti il ruolo della donna nella Compagnia e le nuove opportunità apostoliche che emergono dopo la COP30.

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Tutto si riduce ai rapporti

Sebbene l’incontro riguardi il governo e i resoconti, il cuore della discussione è profondamente umano. Padre John Dardis ha colto questo sentimento riflettendo sui progressi della settimana.

“Quello che traggo da questa esperienza è che la collaborazione riguarda fondamentalmente la qualità dei nostri rapporti”, dice padre Dardis. “Che si tratti di un superiore gesuita che lavora con un direttore o del nostro rapporto con i colleghi laici, dobbiamo sviluppare la nostra capacità di stabilire rapporti profondi e onesti. È un processo lungo tutta una vita e al centro c’è sempre il nostro rapporto con Gesù Cristo.”

Accompagnamento: la prossima generazione

Il Consiglio ha anche guardato al futuro accogliendo l’équipe MAGIS, che ha condiviso sia le difficoltà che l’incredibile potenziale che ha attualmente il ministero dei giovani adulti.

Padre Partha Sarathi, che guida il MAGIS Digital Home a Chennai, ha parlato del profondo desiderio di appartenenza dei giovani. “Hanno bisogno di comunità dove possano trovare speranza e pace. Siamo chiamati a fornire loro questi spazi di incontro, luoghi dove si sentano accolti e veramente accompagnati.”

Guardando ancora più avanti, padre Hak-joon Kim, che guida il team organizzativo di MAGIS 2027 in Corea del Sud, ha condiviso gli entusiasmanti progressi compiuti. “Questo è un traguardo importante per noi”, afferma padre Kim. “Il tema sarà ‘Vivere la Speranza, Accendere la Pace’. Siamo davvero entusiasti di ospitare questa famiglia universale e di vedere come la tradizione ignaziana possa accendere qualcosa di nuovo nei cuori dei giovani adulti.”

Per maggiori informazioni, visitate il sito magis2027.org

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In ascolto del “filo” dello Spirito

Fedeli allo stile gesuita, questi incontri non riguardano solo la strategia, ma sono radicati nella preghiera. Ogni giornata inizia con una riflessione personale, ponendo domande semplici ma profonde come: “Dove trovo la speranza?”

Per aiutare a dare un senso a tutto ciò, padre James Hanvey ricopre il ruolo di “riflettore” del Consiglio. Il suo compito è quello di essere il “filo” che collega ogni giorno al successivo, ascoltando i temi sottostanti che emergono quando un gruppo universale condivide dal cuore.

“Riflettere significa ascoltare l’armonia in una stanza piena di voci”, osserva padre Hanvey. “Il nostro compito è garantire che lo Spirito rimanga la forza che ci spinge e ci guida verso un futuro di maggiore collaborazione.”

Mentre il Consiglio continua il suo lavoro, l’obiettivo rimane chiaro: garantire che la Compagnia di Gesù rimanga una “vita in cammino”, sempre protesa verso un servizio più profondo e inclusivo della fede e della promozione della giustizia.

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Pubblicato da Communications Office - Editor in Curia Generalizia
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