Solennità di Ognissanti: in memoria dei fedeli
Il 1º novembre, festa liturgica della Solennità di Ognissanti, si commemorano non solo i santi famosi come Ignazio, Francesco, Teresa d’Avila... ma anche la vasta e innumerevole schiera di uomini e di donne che hanno vissuto la loro vita in modo tranquillo e fedele in amicizia con Dio.
Per noi gesuiti, questa solennità è un momento di profonda grazia, che ci invita tutti a riflettere sulla chiamata alla santità, reale e raggiungibile. È facile pensare ai santi come a figure lontane dalla vita quotidiana, ma in molti casi erano persone comuni che hanno continuato a scegliere di amare in maniera modesta e costante.
Nel mondo odierno, che spesso valorizza il successo e la visibilità, la testimonianza dei santi ci lancia una sfida silenziosa. Questi uomini e queste donne hanno vissuto per qualcosa di più grande di loro stessi, fondato sulla preghiera, sul servizio e sull’amore per il prossimo. Alcuni di loro hanno plasmato la storia con la loro leadership o le loro riforme; altri hanno trasformato la loro famiglia, la loro comunità, i loro amici o i loro luoghi di lavoro con la loro gentilezza, la loro bontà e la loro integrità.
La Solennità di Ognissanti ci ricorda che la via della santità è nella nostra vita quotidiana. Si trova nelle nostre conversazioni, nelle nostre responsabilità, nelle nostre amicizie e nelle sfide che affrontiamo. Sant’Ignazio ci invita a “trovare Dio in tutte le cose”, un invito a trovare anche la grazia e la santità nascoste nel tessuto della vita ordinaria.









