Solidali con Padre Stan Swamy, un gesuita di 83 anni arrestato in India

Dichiarazione dal Segretariato per la Giustizia Sociale e l'Ecologia (SJES), Compagnia di Gesù

La Compagnia di Gesù (gesuiti) che opera in più di 80 Paesi in tutto il mondo è profondamente addolorata nell’apprendere che ieri sera (8 ottobre 2020) l’Agenzia Nazionale di Investigazione (NIA) ha arrestato P. Stan Swamy SJ, un gesuita di 83 anni, appartenente alla Provincia gesuita di Jamshedpur, nella sua residenza a Ranchi, Jharkhand – India. Questa mattina ci è stato comunicato che Stan è stato portato a Mumbai per essere interrogato sull’evento di Elgar Parishad che ha preceduto le violenze tra Dalit e Marathas a Bhima Koregaon, vicino a Pune, il 31 dicembre 2017. La NIA accusa il sacerdote di legami personali con i gruppi estremisti fuorilegge maoisti e naxaliti. Stan è l’ultimo delle 16 persone arrestate, tra cui i noti difensori dei diritti umani Arun Ferreira e Sudha Bharadwaj, entrambi avvocati, e Vernon Gonsalvez e Varavara Rao, entrambi scrittori.

P. Stan, un difensore dei diritti umani, ha vissuto a Bagaicha, un Centro di Azione Sociale diretto dai gesuiti, per gli ultimi 15 anni, lavorando principalmente con gli Adivasi (comunità indigena), per la difesa, la propagazione e la protezione dei loro diritti, sanciti dalla Costituzione dell’India. La stanza di P. Stan è stata perquisita due volte, una volta il 28 agosto 2018 e l’altra il 12 giugno 2019, ed egli è stato interrogato per più di 15 ore nell’arco di 5 giorni nel periodo luglio – agosto 2020.

Stan ha dichiarato la sua osservanza della Costituzione indiana e l’utilizzo di mezzi pacifici per esprimere il suo dissenso in relazione a qualsiasi forma di ingiustizia commessa nei confronti dei vulnerabili Adivasi da parte di Stato e polizia. Ha sempre osato dire la verità nei confronti del potere e denunciare l’abuso di potere su larga scala, per il quale ci si serve di leggi antiterrorismo e sedizione e si procede all’accaparramento di terreni senza il dovuto processo di consultazione, che viene richiesto. Swamy ha anche meticolosamente documentato e reso pubbliche le taciute sofferenze di centinaia di giovani Adivasi, che sono stati falsamente inquisiti e incarcerati per aver esercitato il loro diritto a difendere le loro risorse.

Verso le 14.00 (ora indiana), P. Stan ha ricevuto un documento di accusa ed è stato trasportato in carcere. È accusato ai sensi della Legge sulle Attività Illegali (Prevenzione) del 1967, in base alla quale la cauzione è negata all’imputato. Due giorni prima del suo arresto, P. Stan aveva registrato un video da diffondere in caso di avvenuto arresto.

Noi, come gesuiti impegnati in opere di educazione, cura e difesa dei diritti dei poveri e dei vulnerabili in tutto il mondo, siamo solidali con Stan e gli altri difensori dei diritti umani in India, e condanniamo fermamente l’arresto di P. Stan Swamy, chiediamo il suo rilascio immediato e che siano evitati arresti arbitrari di cittadini innocenti rispettosi della legge.

Guarda il video di P. Stan Swamy SJ

Firma la petizione contro le false accuse e per il rilascio di Padre Stan Swamy SJ

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Quello che mi sta succedendo non è qualcosa di singolare che succede solo a me. È un processo più ampio che si sta verificando in tutto il Paese.

Siamo tutti consapevoli di come importanti intellettuali, avvocati, scrittori, poeti, attivisti, studenti, leaders, vengano tutti messi in prigione perché hanno espresso il loro dissenso o sollevato interrogativi sulle autorità governative dell'India.

Noi siamo parte del processo. In qualche modo sono felice di essere parte di questo processo.

Non sono uno spettatore silenzioso, ma parte del gioco, e pronto a pagarne il prezzo, qualunque esso sia.

Stan Swamy SJ
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Pubblicato da Communications Office - Editor in Curia Generalizia
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L’Ufficio Comunicazione della Curia Generalizia pubblica notizie di interesse internazionale sul governo centrale della Compagnia di Gesù e sugli impegni dei gesuiti e dei loro partner. È anche responsabile delle relazioni pubbliche.

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