Il Camino Ignaciano: un’avventura con Dio e con gli altri
In occasione dell’Anno Ignaziano, sono stati prodotti due film sull’esperienza del pellegrinaggio del Camino Ignaciano in Spagna. A febbraio abbiamo presentato il lavoro del regista ungherese Férenc Tolvaly e di recente abbiamo visto il film del regista catalano Jordi Roigé in anteprima alla Filmoteca Vaticana.
Oggi, vi presentiamo la testimonianza di una donna che ha recentemente percorso il Cammino Ignaziano. Natalie Baxter Strange è una laica anglicana, guida spirituale e fervente praticante della spiritualità ignaziana. Vive a Lovanio, in Belgio.
Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza;
in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri.
Di Natalie Baxter Strange
In piedi, nella lunga fila per il check-in all’aeroporto di Bruxelles, scorrevo le mie e-mail sul telefono. Queste parole dei Proverbi mi sono balzate agli occhi dalla riflessione quaresimale di quel giorno. Quali parole migliori per iniziare un pellegrinaggio? Con grande consolazione del mio cuore, ho sentito la vicinanza del Signore. Confidare nel Signore con tutto il cuore era ciò che desideravo profondamente nei giorni seguenti.
Quattro
mesi prima mi era arrivata un’altra e-mail: un invito a partecipare a un
pellegrinaggio di gruppo sulle orme di Ignazio, da Loyola a Manresa. La data di
arrivo a Manresa era il 25 marzo, esattamente 500 anni dopo il suo arrivo nel
1522. Il pensiero mi ha riempito di emozione. Sì, contate su di me!
Natalie Baxter Strange
Il nostro gruppo di 14 pellegrini e il nostro accompagnatore, il p. Josep Lluís Iriberri, SJ, è arrivato a Loyola in una bella giornata di sole. Le famiglie spagnole si stavano godendo le loro passeggiate e del tempo insieme nel parco vicino alla Basilica. In quel momento tutto sembrava andare bene nel mondo. Siamo giunti dagli Stati Uniti, da Singapore, dall’Italia, dalla Spagna, dai Paesi Bassi e dal Belgio, con un’età compresa tra i 41 e gli 82 anni.
Andare in pellegrinaggio è un’avventura: un’avventura con Dio e con gli altri. Si potrebbe dire che aspettarsi l’inaspettato è un buon modo di procedere. L’inaspettato, sia quello gradito che quello meno gradito. Solo Dio sapeva cosa ci avrebbero riservato i giorni seguenti, individualmente e collettivamente. Eravamo nelle sue mani.
La
nostra prima giornata completa è stata dedicata alla visita dei luoghi
importanti per Ignazio, a Loyola e Azpeitia, culminata poi nella nostra prima
messa nella Cappella della Conversione. Entrando nella Cappella, si percepisce
una riverenza silenziosa. Con le vecchie assi di legno e le travi del soffitto,
vi si può immaginare Ignazio che si riprende dalla ferita della palla di
cannone e dagli interventi chirurgici. Nell’angolo in cui Ignazio giacque per
mesi nel suo letto, un vecchio baldacchino un po’ logoro pende su una grande
statua dorata di Ignazio che guarda verso il cielo. Quando ci siamo riuniti
intorno all’altare per ricevere la comunione, ognuno di noi ha appoggiato una
mano sull’altare, offrendo a Dio se stesso e questo pellegrinaggio.
Una foto del gruppo.
La mattina dopo, abbiamo camminato per le prime due ore in silenzio, come facevamo quasi tutte le mattine. In quel silenzio, sono diventata ancora più consapevole della mia profonda gioia e gratitudine verso Dio. Il mio calice traboccava, come la cascata lungo il sentiero. Attraversando i vecchi ponti della ferrovia, il vento mi ricordava lo Spirito Santo e minacciava di portare via il mio cappello. Le gallerie fresche, umide e buie mi invitavano a pregare affinché la luce di Cristo risplendesse nei luoghi bui, in me e altrove.
Per percorrere gli oltre 650 km del Cammino Ignaziano in 11 giorni, ci siamo affidati agli autobus e ai piedi fino all’arrivo a Manresa. Abbiamo particolarmente apprezzato la comodità dell’autobus quando siamo saliti a più di 1.000 metri sulle spettacolari alte montagne fino ad Arantzazu, dove si trova un imponente monastero francescano. Arantzazu, un centro di devozione mariana, è stato il primo di molti luoghi in cui Ignazio si è fermato a pregare la Vergine/Nostra Signora per la sua profonda devozione verso di lei.
Da
Loyola, nella regione basca, a Manresa, in Catalogna, il paesaggio varia
enormemente, nutrendo e plasmando le mie conversazioni con Dio per tutto il
cammino, insieme alle grazie, alle riflessioni, alle scritture e alle preghiere
suggerite per ogni giorno. Il Salmista scrive: “La terra è del Signore e tutto
ciò che contiene” (Salmo 24,1). Mi è sembrato che ovunque guardassi, il Signore
mi parlasse: la piccola mela raggrinzita che rivela qualcosa del mio cuore; la
pianta appuntita e tagliente che mi ricorda la passione e la morte di Gesù; la
bellezza dei fiori selvatici e il canto degli uccelli che riempiva l’aria,
portandomi a lodare il nostro Signore e Creatore.
La cappella di Monserrat a Manresa.
Pregare con il materiale degli Esercizi Spirituali ha approfondito ulteriormente la nostra esperienza. Dopo il pellegrinaggio, quando ho riguardato il mio diario, mi sono resa conto di aver sperimentato la dinamica completa degli Esercizi in quelle due settimane; qualcosa che non avevo previsto.
E
inoltre, ci sono state le conversazioni: conversazioni ricche, significative e
memorabili; conversazioni leggere e gioiose; conversazioni dolorose. Momenti di
ilarità e di risate. Momenti di lacrime. Benedizioni a non finire. Ci siamo
affidati meglio che potevamo alle mani di Dio, e il suo amore e la sua grazia
ci sono venuti incontro in abbondanza.







