Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio (Isaia 9:5)

Nell’accogliere la gioiosa stagione del Natale, siamo invitati a recarci presso l’umile mangiatoia di Betlemme, dove l’amore sconfinato di Dio si rivela nel tenero pianto del Bambino Gesù. O Notte silenziosa! O Notte Santa! Quando l’Emmanuele (Dio con noi) è entrato nella nostra storia umana, portando un radioso messaggio di speranza, di pace e di redenzione.

La nascita di Gesù ci parla di semplicità, di umiltà e di pace profonda. Ci chiama a incarnare vite di compassione, di altruismo e di servizio. Guidata da questi valori, la Compagnia di Gesù continua a ispirare le persone a diventare uomini e donne per e con gli altri, in particolare i più bisognosi.

L’anno 2024 è stato un arazzo di sfide e trionfi: disastri naturali, conflitti e lotte politiche, ma anche momenti di speranza, di solidarietà e di gioia. In un mondo frantumato dalla divisione e dall’incertezza, il messaggio di Natale brilla come un faro, esortandoci a essere strumenti di luce, portando l’amore e la grazia di Dio nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità e ancora oltre.

In questo Natale, teniamo stretti nei nostri cuori coloro che sono in difficoltà: i senzatetto, le persone sole, i malati e coloro che desiderano la guarigione e la riconciliazione. Che la gioia della nascita di Cristo ci ispiri a lavorare instancabilmente per un mondo radicato nella giustizia, nella dignità e nella compassione per tutti.

A nome della Curia Generalizia della Compagnia di Gesù, porgiamo i nostri più calorosi auguri per un Natale pieno di benedizioni e di gioia. Che la pace di Cristo dimori pienamente nei vostri cuori e nelle vostre case. Buon Natale!

2024-12-23_christmas-prayer_painting

Foto: Katalin Tremmel Hudik, Budapest, Ungheria | 100 Presepi in Vaticano, 2024

Nel mezzo di un gelido inverno

Nel mezzo di un gelido inverno,
Il vento gelato portava lamenti,
La terra era dura come il ferro,
L’acqua come una pietra;
La neve era caduta,
Neve su neve,
Nel mezzo di un gelido inverno,
Molto tempo fa.

Nostro Dio, il Paradiso non può trattenerlo,
Né la terra sorreggerlo;
Il cielo e la terra fuggiranno
Quando verrà il Suo Regno;
Nel mezzo di un gelido inverno
Una stalla fu sufficiente
Per il Signore Dio incarnato,
Gesù Cristo.

Bastò per Lui, che i cherubini
Lo adorassero notte e giorno
Un seno pieno di latte
E una mangiatoia piena di fieno.
Bastò per lui, che angeli
caduti in passato,
Il bue, l’asino e il cammello
Lo adorassero.

Angeli e arcangeli
erano tutti lì riuniti,
Cherubini e serafini
affollavano l’aria;
Ma solo sua madre,
Nella sua fanciulla beatitudine,
Adorò l’amato
con un bacio.

Cosa posso dargli,
Povera come sono?
Se fossi un pastore
Porterei un agnello,
Se fossi un Magio
Farei la mia parte,
Ecco cosa posso dargli
Gli dono il mio cuore.

Christina Rossetti

Condividi questo articolo:
Pubblicato da Communications Office - Editor in Curia Generalizia
Communications Office
L’Ufficio Comunicazione della Curia Generalizia pubblica notizie di interesse internazionale sul Padre Generale, sul governo centrale della Compagnia di Gesù e sugli impegni dei gesuiti e dei loro partner nella missione. Si occupa inoltre delle pubbliche relazione e delle relazioni con i media.

Notizie correlate