“Crediamo nei giovani”
Messaggio di Pentecoste del Padre Generale sull’opera della Compagnia con i giovani adulti
In una lettera speciale indirizzata ai Superiori Maggiori della Compagnia e pubblicata in occasione della Pentecoste 2026, il Padre Generale Arturo Sosa invita a una “nuova intensità, coerenza e profondità” nell’opera dei gesuiti con i giovani adulti. “I nostri apostolati sono spazi privilegiati di incontro con i giovani”, afferma padre Sosa, “e la spiritualità ignaziana trova una naturale risonanza nella loro vita quotidiana.”
Le sfide del nostro contesto attuale
Padre Sosa riconosce le sfide particolari che il mondo sta affrontando e come in tanti luoghi i giovani stiano assumendo ruoli di leadership:
“Vediamo i giovani in Myanmar, Iran, Libano, Ucraina, Stati Uniti, Sudan del Sud, Nicaragua, Filippine, Venezuela e in tanti altri luoghi farsi coraggiosamente avanti per lottare per il cambiamento”, dice padre Sosa. “Condividiamo le loro speranze e i loro ideali. Vogliamo camminare con loro verso un futuro pieno di speranza.”
In questo contesto, la lettera offre un forte sostegno ai giovani adulti.
“Crediamo nei giovani”, dice padre Sosa. “Crediamo nella loro energia e nella loro passione. Condividiamo molti dei loro ideali e ammiriamo la loro capacità di incarnarli.”
Caratteristiche distintive dell’accompagnamento ignaziano dei giovani adulti
Padre Sosa identifica tre caratteristiche distintive della pastorale ignaziana dei giovani adulti:
• Elemento vocazionale: aiutiamo i giovani adulti a discernere dove Gesù li conduce.
• Sensibilità verso i poveri: li accompagniamo nel loro desiderio di costruire una società più giusta.
• Comunità: offriamo comunità e solidarietà, che secondo lui sono “un prezioso antidoto alla solitudine che molti giovani adulti provano”.
La cultura digitale mondiale
Il Padre Generale vede il potenziale del mondo digitale e ha istituito un gruppo di lavoro per esplorare come le applicazioni digitali possano aiutare nell’accompagnamento dei giovani adulti.
“I giovani di oggi sono protagonisti chiave in questa cultura digitale mondiale in rapida evoluzione”, afferma padre Sosa. “Hanno in mano le chiavi intellettuali e culturali che possono aprire la porta a molte possibilità digitali.”
Gareth Powell, collaboratore della Provincia britannica, presiede questo gruppo, mentre Germán Muñoz è stato nominato referente da parte della Curia Generalizia.
Il ruolo dei giovani gesuiti
“I gesuiti giovani – scolastici, giovani sacerdoti e fratelli – hanno un ruolo particolare da svolgere nell’impegno della Compagnia a raggiungere i giovani adulti”, afferma padre Sosa. “Questi giovani gesuiti fanno parte di una nuova generazione, e anche loro sono alla ricerca. Entrano nella Compagnia perché hanno conosciuto Gesù Cristo e vogliono portare un cambiamento basato sul Suo messaggio. Li invito a mettere a disposizione la loro creatività, la loro profondità spirituale e le loro competenze digitali per aiutarci a portare avanti il nostro lavoro con i giovani adulti.”
Magis 2027 in Corea
Padre Sosa illustra i piani per l’evento Magis 2027 in Corea, che si terrà prima della Giornata Mondiale della Gioventù. Vi parteciperanno circa 1.000 giovani adulti provenienti da contesti gesuiti e ignaziani. Padre Sosa afferma che se questi giovani adulti arriveranno con una buona preparazione spirituale e saranno scelti con cura, potranno tornare nelle loro Province e Regioni e trasformare l’opera di sensibilizzazione rivolta ai giovani adulti. Egli fa appello a coloro che lavorano con i giovani adulti affinché garantiscano che anche i gruppi provenienti da comunità emarginate siano rappresentati in Corea e ha invitato specificamente il JRS a inviare alcuni giovani adulti provenienti dalle comunità di migranti o rifugiati.
Vicinanza a Gesù
Alla fine della lettera, padre Sosa sottolinea che la vicinanza a Gesù risorto è fondamentale.
“La vicinanza a Lui ci spinge oltre le porte chiuse delle nostre paure”, dice padre Sosa, “e ci trasforma in persone coraggiose che portano guarigione e speranza. Insieme a tanti giovani adulti, lo riconosciamo nella risurrezione, nella sorpresa della frazione del pane, e ripartiamo, annunciando con gioia la sua presenza in una missione nuova e collaborativa.”









