Costruire con il bambù, costruire la comunità

2020-02-03_bendum-bamboo_main

Il centro educativo Apu Palamguwan (dal nome di un anziano che aveva “il sogno di una generazione che saprà leggere e scrivere”), a Bendum, nel distretto di Bukidnon, Mindanao, sviluppa da circa 35 anni dei servizi educativi specifici per le popolazioni indigene della zona. Si occupa principalmente di bambini e ragazzi grazie alle scuole primarie e secondarie, ma offre anche corsi e seminari a genitori e a giovani adulti che hanno abbandonato gli studi e cercano di migliorare il loro futuro.

Negli ultimi due anni della scuola secondaria, i giovani possono scegliere un percorso di formazione professionale nei settori dell’edilizia, dell’agricoltura biologica o della gestione forestale. I coordinatori di questi programmi provengono dalla comunità e si impegnano non solo a trasmettere conoscenze teoriche e pratiche, ma anche a far sì che i giovani si sentano utili e attivi nella loro comunità. In effetti, la maggior parte dei giovani proviene dai villaggi della regione e non potrebbe viaggiare ogni giorno tra casa e scuola. Per questo motivo, i giovani vivono nel campus in dalepaan (case culturali) che sono molto più che dormitori: sono spazi comunitari per imparare a essere responsabili e a costruirsi un futuro. Questo è il contesto di educazione integrale che offre il centro.

Parliamo del ramo “costruzioni”. Si basa prima di tutto sulla produzione e sull’uso del bambù. Si tratta di un materiale locale che può essere molto utile per la costruzione di edifici resistenti ai tifoni e ad altre calamità meteorologiche. Jason Menaling, il coordinatore, spiega che vengono coltivati quattro tipi di bambù, ognuno per usi specifici. Il progetto comprende anche un vivaio di bambù per garantire la qualità e la quantità di alberi necessari per realizzare i progetti del centro educativo. Ci vogliono una decina d’anni perché un albero cresca a sufficienza per poter essere utilizzato come materiale da costruzione.

2020-02-03_bendum-bamboo_project

Il metodo di costruzione insegnato e praticato utilizza le canne di bambù come pilastri, dentro i quali viene inserito uno stelo d’acciaio. I pilastri sono collegati tra loro da assi di legno. Al centro dei riquadri costituiti in questo modo, si colloca una rete metallica nella quale viene versato il cemento, includendo una struttura metallica a “X”. Il risultato è avere pareti solide che siano “flessibili” in caso di tempesta e che non crollino come quelle costituite da blocchi di cemento. Il tetto, i cui travetti sono anch’essi di bambù, resiste bene grazie allo stesso tipo di flessibilità.

Questo è il metodo che l’ESSC (Environmental Science for Social Change - un’organizzazione sotto l’egida della Provincia dei gesuiti delle Filippine) ha utilizzato sotto la guida del progettista e direttore dei lavori Allan Berongoy per costruire 37 case che sono state le uniche a resistere alle intemperie del villaggio di Cagaut nella regione del Samar orientale. È ovviamente questo tipo di costruzione che viene utilizzato per gli edifici del centro Apu Palamguwan, che vuole aprirsi a sempre più giovani e adulti della regione.

Tutto questo ovviamente permette ai giovani di acquisire un mestiere che permetterà loro di guadagnarsi da vivere - c’è una forte richiesta nell’edilizia nelle Filippine - ma anche di nutrire il loro senso di comunità e il loro desiderio di contribuire al futuro delle loro comunità.

Condividi questo articolo:
Pubblicato da Communications Office - Editor in Curia Generalizia
Communications Office
L’Ufficio Comunicazione della Curia Generalizia pubblica notizie di interesse internazionale sul governo centrale della Compagnia di Gesù e sugli impegni dei gesuiti e dei loro partner. È anche responsabile delle relazioni con i media.

Notizie correlate