“Il nostro Paese si sta riprendendo”: Dichiarazione dei gesuiti in Siria
In questa dichiarazione accorata e portatrice di speranza, i gesuiti in Siria riflettono sulla situazione del Paese che si sforza di pervenire all’unità e alla riconciliazione mentre affronta le sfide che attualmente lo minacciano. I gesuiti auspicano un processo di guarigione che superi la paura e le divisioni, e un impegno comune per lavorare a una Siria migliore.
Uomini e donne siriani, fratelli e sorelle di un Paese che merita di vivere:
Noi, gesuiti in Siria, siamo parte integrante del popolo siriano con il quale e per il quale ci spendiamo. Le nostre preoccupazioni sono le sue e sono nostri i suoi sogni... Siamo forse liberi dal regime di Assad, ma non ancora liberati dalla paura. Cerchiamo il dialogo nazionale, ma la percezione che abbiamo gli uni degli altri è ancora distorta, perché la fraternità è stata colpita e queste lacerazioni non sono ancora guarite. Oggi dobbiamo intraprendere, insieme, e con volontà risoluta, un processo di guarigione.
Confessiamo
In una dichiarazione rilasciata nel 2011 sugli avvenimenti in Siria, meditavamo sull’unità nazionale, sul dialogo, sulla libertà di espressione e sul rifiuto della violenza. In seguito, abbiamo fatto del nostro meglio per essere solidali con coloro che soffrivano, per servire il nostro Paese. Quando i suoi figli e le sue figlie si sacrificavano con generosità come martiri, detenuti, scomparsi o deportati, le vite dei padri Frans van der Lugt e Paolo Dall’Oglio sono state la migliore espressione del nostro desiderio di essere tutt’uno con il nostro popolo. Ma non siamo stati sempre fedeli; anche noi siamo stati frenati dalla paura e a volte abbiamo taciuto quando avremmo dovuto elevare la voce della verità.
Crediamo
Crediamo nella bontà e nella libertà dell’uomo. Crediamo che ogni essere umano meriti di trovare il proprio posto nella società. Crediamo che la dignità di ogni individuo non possa essere separata dalla dignità degli altri, che il nostro mondo abbia oggi bisogno di ponti, di fiducia per riconciliarsi. Riconoscendo le sfide e le difficoltà con le quali dobbiamo confrontarci, crediamo che tutti siamo dei partner nella costruzione e nel risanamento di questo Paese... Attendiamo con impazienza un Paese che possa unire la totalità dei suoi figli e figlie, che ne preservi la libertà e la dignità sulla base dei valori che ci uniscono, come la fraternità e l’ospitalità, il coraggio e l’apertura, la fiducia e la responsabilità.
Ci impegniamo
In armonia con la nostra fede e le nostre aspirazioni, radicate nei valori che condividiamo, ci impegniamo a camminare con coloro che hanno il coraggio di superare le loro debolezze e i loro limiti, ci impegniamo a camminare con quelli che sono sopraffatti dalla disperazione o smarriti, per trovare insieme le vie della vita e della speranza.
Insieme, manifestando e promuovendo nella vita sociale, artistica, accademica o spirituale i valori che ci uniscono, vogliamo contribuire a lenire le ferite che stravolgono la fraternità. Costruiamo insieme una Siria guarita, coraggiosa, liberata!
Damasco, 6 febbraio 2025







