Animazione Quartiere Scampia: un’associazione di speranza per tutti!
Di Elodie Lipomi
“rEsistere a Scampia” è il bellissimo slogan rappresentativo dell’Associazione Animazione Quartiere Scampia (AQuaS): uno slogan pieno di speranza, di benevolenza e lotta contro le disuguaglianze sociali. La testimonianza che ho deciso di raccontarvi riguarda la mia esperienza di tirocinio formativo all’interno di quest’associazione di volontariato.
AQuaS è un’associazione sociale ispirata alle opere di un pilastro dei gesuiti, Alberto Hurtado. Infatti, ha sede a Scampia, in un centro che porta il suo nome, il Centro Hurtado.
Scampia è un quartiere della periferia Nord di Napoli in Campania, una zona nota per la sua violenza e la sua povertà. Questa zona è spesso messa da parte dalle alte classi sociali o da alcuni politici e troppo discriminata per i lati negativi che può sperimentare o subire. Proprio per questo motivo è fondamentale la presenza di associazioni come AQuaS sul territorio.
A mio parere, si tratta di un’associazione incredibile, per le attività che mette al servizio dei bambini ma anche per lo sforzo di favorire lo sviluppo di un’area popolare come Scampia. Gli operatori dell’associazione svolgono laboratori di sostegno scolastico per aiutare i bambini e i ragazzi nel loro sviluppo e per lavorare su alcune difficoltà che potrebbero incontrare e alcune capacità da migliorare, come la socialità, il saper vivere in comunità o semplicemente la capacità di comunicare.
AQuaS permette anche loro di imparare a suonare degli strumenti musicali, attraverso la partecipazione a 13 laboratori di differenti strumenti, come clarinetto, chitarra, pianoforte, viola, violino, e tanti altri. Dopo aver frequentato i laboratori di musica, i ragazzi possono entrare in un’orchestra gratuitamente: opportunità molto rara e preziosa che l’associazione ha realizzato grazie al progetto Musica Libera Tutti.
AQuaS conta più di 150 giovani dai 3 ai 18 anni che beneficiano direttamente dei progetti realizzati, ma a beneficiare delle attività sono anche i genitori, che hanno la possibilità di diventare volontari durante laboratori, viaggi, incontri o feste e di essere supportati nell’esercizio della propria genitorialità. Insieme, operatori e genitori, creano un percorso condiviso di educazione attiva e responsabile. Le famiglie sono felici e rassicurate nel sapere che i loro figli sono accuditi da educatori e insegnanti dell’associazione perché hanno la possibilità di studiare, divertirsi, fare amicizia, imparare a suonare strumenti musicali e avvicinarsi alla lettura attraverso il gioco. I bambini e i ragazzi hanno la possibilità di beneficiare di attività pedagogiche e ludiche in un luogo familiare, piuttosto che essere lasciati a giocare fuori nel quartiere, rischiando di allontanarsi dalla scuola. Al fine di includere il maggior numero possibile di persone, delle volontarie organizzano anche degli incontri mensili in cui ci si confronta, tra donne, sul tema della femminilità e su altri temi di attualità.
Con la sua influenza, AQuaS sostiene diversi progetti sul territorio, tra cui l’associazione di promozione sociale “Dream Team - Donne in Rete”, oppure il laboratorio “Scampia Felice” promosso da associazioni e cittadini attivi del quartiere con l’obiettivo di promuovere occasioni di democrazia partecipativa e cittadinanza attiva.
Dalla mia esperienza ho appreso che associazioni come AQuaS sono indispensabili per eliminare i cliché sulle zone di periferia delle grandi città. Le attività e i laboratori proposti colgono diversi aspetti che sembrano banali, ma che sono fondamentali per cambiare le cose e per trasformare fragilità, preoccupazioni e dubbi in speranza, motivazione e forza, per riuscire a costruire un futuro migliore. AQuaS riunisce persone piene di speranza e umanità, che aiutano gli abitanti del quartiere a crescere e a dimostrare che hanno le stesse capacità delle persone che vivono nei quartieri centrali o in altre città e che possono avere talenti che devono essere valorizzati.
AQuaS è, per me, una grande famiglia che ha un solo obiettivo, l’aiuto reciproco! Io che ho vissuto questo percorso emozionante, venendo dalla Francia e sentendomi accolta con tanto calore, posso confermare che è un esempio per altre associazioni o per persone che vogliono ridare speranza a chi l’ha persa.







