L’attenzione ignaziana come cura delle ferite della guerra
Di Olena
Tkachuk | Provincia della Polonia Meridionale
[Da “Gesuiti 2025 - La Compagnia di Gesù nel mondo”]
Un frutto inaspettato degli Esercizi Spirituali, l’attenzione spirituale come via per lo stupore privo di parole nella vita di Olena in tempo di guerra.
Olena Tkachuk è ucraina. Una sua esperienza degli Esercizi Spirituali, particolarmente intensa, presso il centro spirituale dei gesuiti nella sua città natale, Khmelnytskyi, ha determinato la sua decisione di servire i suoi compatrioti dell’est del Paese in fuga dalle bombe. In quel periodo si era impegnata nella missione del centro spirituale e i gesuiti polacchi che gestivano il centro hanno riconosciuto in lei una persona i cui talenti nel campo delle comunicazioni potevano essere condivisi con le Province gesuitiche della Polonia. Le hanno quindi offerto la responsabilità della gestione del sito web dei gesuiti, un’opportunità fantastica che l’ha portata a Cracovia, da dove continua a sostenere i rifugiati nel suo Paese. Ecco la sua testimonianza.
Per me, la guerra in Ucraina non è stata il motivo per fuggire, ma la ragione per restare.
Nei primi mesi dopo lo scoppio della guerra su larga scala, il 24 febbraio 2022, ho sperimentato più stati mentali che in tutti i precedenti 34 anni della mia vita. La psiche ha attivato uno per uno i meccanismi di difesa, uno dei quali è stato l’acutizzarsi dei miei sensi. La cosa si è rivelata improvvisamente una benedizione inaspettata.
Essere capace di attenzione era, da un lato, una mia caratteristica innata; dall’altro, era anche una delle cose più preziose che avevo imparato durante gli Esercizi Spirituali. In combinazione con l’acuirsi dei sensi, questa mia innata capacità, potenziata dall’esperienza ignaziana, mi ha fatto guardare ogni cosa come un neonato, come se vedessi il mondo per la prima volta.
Nel primo anno di guerra ho vissuto la primavera, l’estate, l’autunno e l’inverno più belli della mia vita. Tutto suscitava in me stupore. Cose ordinarie, come i fiori di melo, un’ape che vola su un fiore, un piccione che salta giù per le scale mi assorbivano in uno stupore privo di parole per lunghi minuti. È stato allora che ho scoperto il potere curativo dell’attenzione, che deriva dal notare la bellezza e la bontà del mondo malgrado gli orrori della guerra. Nonostante la paura e l’incertezza per il futuro, nonostante le distruzioni su larga scala e le notizie ininterrotte di morti, il mondo era ancora fantastico. E questo mondo, creato da un Dio onnipotente e amorevole, pulsava di vita e di bellezza, rafforzando in me la convinzione che la vita è più forte della morte, che il bene trionfa sul male e che la bellezza sorpassa la bruttura.
Fin dal primo giorno in cui le truppe russe hanno brutalmente invaso l’Ucraina, sono stata coinvolta come volontaria nell’assistenza agli sfollati e nella consegna degli aiuti umanitari provenienti dall’estero. La mia città natale, Khmelnytskyi, si trovava in una regione relativamente sicura del Paese, il che significa che, sebbene gli allarmi per i raid aerei si verificassero ogni giorno, gli attacchi missilistici diretti non erano frequenti e le vittime civili erano piuttosto rare. In quel periodo, Khmelnytskyi si è trasformata in un enorme centro di aiuti umanitari e in punto di raccolta dei rifugiati. Nel primo mese di guerra la mia città, che contava 270.000 abitanti, accolse quasi 150.000 sfollati che fuggivano verso l’Occidente dalle zone di azione militare. Alcuni di loro sono rimasti per un tempo molto breve, forse per la durata della fermata del treno. Altri si sono fermati per alcuni giorni o settimane. Di tutti questi, quasi 30.000 persone hanno scelto Khmelnytskyi come nuova casa.
Desiderosa di condividere la speranza appena scoperta e la gioia che ne derivava, mi accorsi ben presto di quanto fosse importante “rallegrarsi con coloro che gioiscono e piangere con coloro che piangono” (Rom 12,15-18). È stata l’attenzione ignaziana a insegnarmi quanto sia fragile l’essere umano, quanta attenzione si debba avere nell’avvicinarsi a chi soffre, quanta sensibilità si debba possedere per scegliere il giusto mezzo di comunicazione.
Nata in una famiglia ortodossa non credente, non ho avuto molte possibilità di conoscere Dio. Convertita al cattolicesimo da adulta, gli Esercizi Spirituali sono diventati il mezzo per scoprire Dio che opera nella mia vita. Nel maggio del 2023, sono diventata redattrice del principale sito web dei gesuiti in Polonia, jezuici.pl. Ora continuo a scoprire il significato dell’attenzione nel lavoro con i media, ascoltando il mondo con un orecchio e lo Spirito Santo con l’altro, sforzandomi di sintonizzarmi con la Verità e di vedere tutto alla sua luce.







