La Missione Santal: un faro di fede, giustizia e trasformazione
Di Irudhaya Jothi, SJ
Oltre cinquant’anni fa, una rivoluzione silenziosa ha messo radici nelle aspre terre tribali del Bengala Occidentale. La Provincia di Calcutta della Compagnia di Gesù ha risposto alla chiamata del Vangelo alla giustizia e all’amore, offrendo speranza al popolo Santal*, la comunità indigena più numerosa ma anche più emarginata dell’India. Mediante l’istruzione, il ministero pastorale e l’impegno sociale, i gesuiti di Calcutta hanno trasformato la vita delle persone in tutto il Bengala Occidentale e negli Stati confinanti, sostituendo la disperazione con la dignità.
La storia comincia nel 1963, negli umili inizi di Kalna, una città nel distretto di Purba Bardhaman nel Bengala Occidentale, in India. Quello che era all’inizio un semplice ostello per bambini Santal svantaggiati si è presto trasformato in una parrocchia, che accoglie comunità religiose nei distretti di Hooghly e Burdwan. Dai semi di Kalna è nato Pandua nel 1982, un rifugio per i bambini Santal che arrivavano per lavorare come braccianti stagionali, e che si è evoluto in una fiorente scuola e centro sociale, che alimenta i sogni dei giovani in mezzo alle difficoltà.
Nel 1993, Gurap, un villaggio a Dhaniakhali nel distretto di Hooghly, nello stato del Bengala Occidentale, in India, si è unito all’iniziativa, rispondendo al numero crescente di bambini della zona, fondando una scuola per migliaia di Santal bisognosi. A Chamrusai, nel Midnapur, la missione ha messo radici nel 1975, diventando una parrocchia a tutti gli effetti, in cui l’istruzione si unisce alla cura pastorale, nel 2011. Mirga ha iniziato nel 1980, aprendo la strada all’istruzione alternativa per adulti per dare potere ai villaggi, mentre nel 1990 è seguito un ostello per ragazzi adulti a Bankura. Il capitolo più recente, Jhantipahari nel 2004, ora funge da scuola e ostello, accogliendo i bambini e le famiglie del distretto di Bankura.
Tutto questo è possibile grazie a un’équipe dedicata di 21 gesuiti che lavorano in collaborazione con le Suore della Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa (SCCG), le Suore della Carità di Gesù e Maria (SCJM), le Suore della Croce di Chavanod (SCC) e gli Amici di Gesù (FJ). Insieme ai 110 membri del personale, educano circa 2.500 studenti, accompagnano altrettante famiglie e servono le comunità cattoliche locali in crescita, rendendo ogni unità un vero faro di speranza.
I pionieri hanno indicato la via con una fede instancabile. I padri Leopold Knockaert, Victor Hermitte, Charles Schaff, Charles Poncelet, Francis Siluvai, Mangal Das, Jean Pierre De Cocq, Albert Ernst, Jacques Watteyne, Stephen Panamthottam, Gerald Beckers, Joseph Segers, P.C. Mathew, Joseph Alexander, Chandan Gupta, Tapan Gomes e Mathew Jeyanth, e molti altri, hanno riposto la loro fiducia nella divina provvidenza. Sono andati ancora oltre, portando la luce nell’oscurità. La loro eredità perdura nei gesuiti e nei collaboratori laici di oggi.
Al centro di questa storia c’è padre Aloysius Carvalho, SJ, oggi novantasettenne, fondatore della Missione Mirga a Bankura. Per decenni ha pedalato in bicicletta e camminato a piedi fino ai remoti villaggi Santal, predicando il Vangelo, insegnando ai bambini e aiutando le comunità a rendersi autonome.
“Sono profondamente commosso e pieno di gioia nel vedere la straordinaria crescita della Missione Santal”, riflette. “È davvero una grazia vedere come gli sforzi congiunti della nostra Provincia, grazie alla dedizione dei nostri fratelli e sorelle e la generosa allocazione di risorse, abbiano rafforzato questa missione in modo tangibile e trasformatore.”
La visione di padre Carvalho era olistica: non si trattava solo di semi spirituali, ma di radici nell’istruzione e nel miglioramento della situazione economica. “L’impegno di uomini e risorse sta dando frutti meravigliosi”, afferma. “Sono felicissimo di vedere l’aumento del numero di fedeli, le cui vite sono state toccate dal Vangelo. Oltre alla crescita spirituale, è altrettanto incoraggiante assistere alla trasformazione del loro benessere economico, poiché l’istruzione e lo sviluppo olistico sono diventati una priorità”.
La fede è sbocciata per prima. Mediante la catechesi, i sacramenti e il culto, i Santal hanno abbracciato un Vangelo di amore e di liberazione, che ha portato loro speranza, dignità e senso di appartenenza. Baidyanath Tudu della parrocchia di Pandua, formato da padre Mangal Das, SJ, ne è l’incarnazione. “Senza la luce di Cristo che ha illuminato la mia famiglia, non sarei diventato quello che sono oggi”, racconta. “Ora servo come catechista nella parrocchia di Pandua, condividendo con gli altri la gioia di essere cristiano”. Storie come la sua si diffondono a macchia d’olio, creando i leader della comunità.
L’istruzione ha spezzato le catene della povertà. Scuole, ostelli e formazione professionale hanno preparato i giovani Santal a un futuro più luminoso. L’emancipazione economica è seguita grazie a iniziative come l’Udayani Social Action Forum. Donne e uomini hanno imparato la microfinanza, l’agricoltura sostenibile e la difesa dei diritti. Basanti Soren di Hatgacha ricorda i giorni difficili quando aveva abbandonato la scuola. “Ho incontrato per la prima volta il sacerdote gesuita Irudhaya Jothi, SJ, di Udayani. Mi ha incoraggiato a insegnare ai bambini piccoli, poi mi ha formato per aiutare le madri a organizzarsi e per impegnarmi nella microfinanza. Ora siamo una ONG registrata che si occupa della vita quotidiana. Senza il servizio devoto dei gesuiti, questo non sarebbe stato possibile. Oggi, donne come me danno voce alle donne senza potere attraverso sei ONG di questo tipo nelle zone rurali del Bengala.”
Onorando il legame dei Santal con la natura, la missione promuove la protezione dell’ambiente: uno stile di vita sostenibile, piuttosto che il consumismo; preservando il patrimonio culturale nonostante le pressioni della modernità. Non si tratta di un’impresa solitaria, ma di una sinfonia di collaborazione, che riecheggia la sinodalità. Babulal Hembram, un tempo fratello gesuita, ora leader laico, ha iniziato a Kalna come catechista dopo aver lasciato la Compagnia di Gesù. “Ho assistito alla straordinaria crescita del nostro popolo, sul piano spirituale, economico e sociale, grazie a molti gesuiti”, afferma. “La forte collaborazione laica, soprattutto grazie ai catechisti con una buona formazione che sono i soldati della missione di Cristo, è davvero gratificante. Sono felice di mettere le mie forze al servizio del benessere del nostro popolo. La mia preghiera è che i gesuiti continuino il loro sviluppo olistico della comunità Santal nel Bengala Occidentale, affinché le generazioni future possano sperimentare l’amore e la giustizia di Dio”.
Visita del Padre Generale Sosa a Gurap: la grazia tra i Santal
Il Padre Generale Arturo Sosa ha compiuto una visita molto commovente alla St. Xavier’s School di Gurap, incontrando la comunità gesuita e i collaboratori che servono la popolazione Santal. La visita è stata un momento profondo di grazia e gioia, offrendo una testimonianza vivente del potere trasformativo della missione gesuita tra le comunità indigene più emarginate dell’India. Situata nel distretto di Hooghly, la scuola St. Xavier’s di Gurap è diventata un faro di speranza per le famiglie Santal, fornendo istruzione, assistenza pastorale e sostegno sociale ai bambini che altrimenti potrebbero trovarsi in un circolo vizioso di povertà ed emarginazione.
“Qui a Gurap vivete la Preferenza Apostolica Universale di accompagnare gli emarginati”, ha affermato il Padre Generale. “La vostra presenza trasforma non solo gli individui, ma intere comunità.” Questo incontro personale ha completato perfettamente il messaggio di padre Sosa, dimostrando come l’educazione xaveriana si estenda oltre i campus fino ai villaggi, accompagnando i poveri, formando i giovani alla giustizia e costruendo il Regno dove è più necessario.
*I Santal (scritti anche Santhal) sono la più grande comunità tribale dell’India Orientale e uno dei gruppi indigeni (Adivasi) più numerosi del subcontinente indiano. Risiedono principalmente negli stati di Jharkhand, Bengala Occidentale, Odisha, Bihar e Assam, con una presenza numerica significativa anche in Bangladesh e Nepal.





















