La disobbedienza civile come ministero

Il 16 agosto 2022, un gruppo di attivisti si è riunito davanti alla stazione centrale di Norimberga per protestare contro la decisione del ministro federale tedesco dei Trasporti e delle Infrastrutture di ignorare i mandati della legge tedesca sul clima. I manifestanti, per lo più giovani, hanno formato un blocco e sono stati raggiunti dal padre gesuita Jörg Alt, SJ. Dopo essere stato arrestato pacificamente per aver partecipato al blocco, al p. Alt è stato comminato il pagamento di una multa di 500 euro. Al suo rifiuto di pagare una multa che riteneva avrebbe esonerato la Germania dalla sua responsabilità morale di rispettare le sue stesse leggi in materia di protezione dell’ambiente, il p. Alt è stato poi condannato a 25 giorni di carcere per il suo atto di disobbedienza civile.

Anche se può essere sconcertante sentir parlare di un uomo di chiesa imprigionato per disobbedienza civile, le radici di un ministero che include azioni pacifiche di disobbedienza risalgono alla fondazione della Compagnia di Gesù.

Nel corso della sua storia, la Compagnia di Gesù e gli uomini che sono diventati noti come “gesuiti” hanno acquisito una serie di tratti caratteristici. Mentre la Compagnia di Gesù è diventata nota per i suoi apostolati educativi, spirituali e sociali, saldamente radicati nel “trovare Dio in tutte le cose”, i gesuiti sono diventati “uomini abilmente formati” che hanno portato la spiritualità ignaziana e lo zelo missionario in ogni angolo della Terra, in qualsiasi lavoro fosse necessario. Da San Francesco Saverio e il Venerabile Matteo Ricci, che usarono le loro conoscenze sulla scienza, la matematica e la sociologia per svolgere il loro ministero in Asia, al padre Robert Drinan, gesuita al servizio del Congresso degli Stati Uniti, che portò la fede nella politica, e a Sant’Ignazio stesso, che scosse la Chiesa in Europa, i gesuiti hanno continuamente trovato ministeri unici per servire la missione in modo da provocare, ispirare e far arrabbiare, di solito allo stesso tempo.

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Padre Alt il giorno del suo ingresso in carcere, il 1º aprile 2025.

Non dovrebbe quindi sorprendere che i gesuiti, di fronte a sistemi ingiusti o a popolazioni compiacenti, abbiano trovato anche un ministero nella disobbedienza civile. Il padre Daniel Berrigan, SJ, era un attivista pacifista schietto, le cui proteste contro la guerra del Vietnam lo resero il primo sacerdote cattolico nella storia a essere inserito nella “lista dei più ricercati” dal Federal Bureau of Investigation (FBI) degli Stati Uniti. Il padre Steve Kelly, SJ, anch’egli un manifestante contro la guerra, che ha dedicato la sua vita all’eliminazione delle armi nucleari, è stato arrestato e imprigionato più volte, trascorrendo più di un decennio della sua vita dietro le sbarre a causa delle sue proteste. Più recentemente, il padre Stan Swamy, SJ, è morto in carcere in attesa di essere incriminato per aver sostenuto i popoli indigeni in India, a cui erano state sottratte le terre.

Il p. Alt è entrato a far parte di quella lunga schiera di gesuiti che si sono sacrificati nella lotta per la giustizia. In quanto facente parte del jesuitenweltweit, l’organizzazione gesuita di assistenza allo sviluppo, il p. Alt spera che i suoi atti di disobbedienza civile attirino l’attenzione sulla catastrofe climatica in atto, causata da quasi 200 anni di industrializzazione intensa da parte del “Nord del mondo”, che ha provocato danni climatici sproporzionati nel “Sud del mondo”, il quale non ha condiviso la stessa prosperità economica del Nord.

Con una frequenza sempre maggiore di inondazioni catastrofiche, siccità e fenomeni meteorologici devastanti prodotti dall’industrializzazione, il p. Alt ritiene che la Germania, che è la più grande economia dell’Unione Europea, abbia la responsabilità morale di ridurre le proprie emissioni più rapidamente e di portare avanti una trasformazione socio-ecologica della propria economia.

Il p. Alt sarà anche l’ultimo gesuita, in ordine di tempo, che ha messo a rischio la propria libertà per un bene superiore, ma non è affatto il primo, né sarà l’ultimo.

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Pubblicato da Communications Office - Editor in Curia Generalizia
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