Germania: l’eredità di San Pietro Canisio
Quando Pietro Fabro accolse Pietro Canisio, originario della diocesi di Colonia, come ottavo membro della Compagnia di Gesù nel 1543, pose le basi non solo per il ministero benedetto del santo, ma anche per le radici profonde e durature dell’Ordine dei gesuiti in Germania. Grazie alla fondazione di numerosi collegi e al suo lavoro come autore teologico, educatore e predicatore, Canisio lasciò un segno indelebile nell’educazione ecclesiale che si estese ben oltre il suo tempo.
Seguendo le sue orme, i gesuiti hanno ripetutamente svolto ruoli significativi sia nella Chiesa che nella società tedesca. Rupert Mayer e Alfred Delp sono esempi significativi della resistenza gesuita durante l’era nazista. Nel dopoguerra, teologi gesuiti tedeschi come Karl Rahner e Augustin Bea hanno contribuito in modo determinante a plasmare i principali sviluppi teologici che hanno caratterizzato il Concilio Vaticano II.
Anche oggi i gesuiti continuano a dare un contributo significativo alla vita delle persone in Germania, attraverso istituzioni educative, organizzazioni di servizio sociale o ministeri ecclesiastici. Dal 2021, i gesuiti in Germania fanno parte della Provincia dell’Europa Centrale (ECE), che comprende le regioni di Germania, Austria, Svizzera, Svezia, Lituania e Lettonia. Più della metà dei gesuiti di questa Provincia vive e lavora in Germania.
Dopo aver visitato le regioni dell’Austria, della Svizzera e della Lituania negli ultimi anni, il Superiore Generale della Compagnia di Gesù viaggerà attraverso la Germania dal 5 al 12 ottobre 2025. “Attendiamo con ansia la visita del Padre Generale Arturo Sosa e lo accogliamo con grande apprezzamento e apertura”, afferma il Provinciale, padre Thomas Hollweck.
Il viaggio di otto giorni di padre Sosa inizierà a Francoforte, proseguirà attraverso Norimberga e Monaco e si concluderà a St Blasien nella Foresta Nera. “La sua visita ci offre l’opportunità di presentare progetti concreti e luoghi in cui i gesuiti sono attivamente impegnati in Germania”, afferma padre Hollweck. Egli spera inoltre che la visita amplierà la prospettiva dell’Ordine: “Gli incontri di questa settimana: con i giovani, i leader della Chiesa e della società, le persone emarginate e i confratelli gesuiti; ci invitano a riflettere nuovamente sulla nostra missione alla luce delle esigenze e delle sfide del nostro tempo. Allo stesso tempo, questa visita ci ricorda che facciamo parte di una comunità religiosa mondiale; una comunità in cui gesuiti e laici camminano insieme in una missione condivisa nel nome di Gesù.”
La visita di padre Sosa arriva nel centenario della canonizzazione di Pietro Canisio da parte di Papa Pio XI nel 1925. Allora come oggi, la Chiesa si trova ad affrontare interrogativi su come comunicare in modo significativo le questioni di fede, diffondere la speranza e fungere da interlocutore per il dialogo sui valori e la ricerca spirituale. Anche l’Ordine stesso deve affrontare delle sfide, come ad esempio in che modo rispondere al calo del numero di membri in molte Province e come rendere professionale la necessaria collaborazione con i laici. La visita del Superiore Generale è un invito ad affrontare tali questioni con coraggio,con la bussola interiore del Vangelo, il discernimento della spiritualità ignaziana e la disponibilità a vivere la missione che ci è stata affidata.







