Imparare facendo… una rete apostolica globale
Di José Mesa SJ, ex Segretario per l’Educazione Secondaria e Pre-secondaria
“Puerilis instituto est renovatio mundi (educare i giovani è rinnovare il mondo)”, Juan Bonifacio SJ, circa 1575.
“L’apostolato dell’educazione in ogni suo settore dev’essere considerato molto importante, tra i ministeri della Compagnia, per promuovere la sua missione educativa al servizio della fede, da cui nasce la giustizia, e in quanto raccomandato in modo speciale dalla Chiesa per il nostro tempo. Infatti questo lavoro, se è svolto nella prospettiva della nostra missione, contribuisce grandemente a quella “totale e integrale liberazione dell’uomo, che conduce alla partecipazione della vita stessa di Dio”.” (Norme Complementarie, Parte VII, n. 277).
Sebbene sant’Ignazio e i primi gesuiti non avessero considerato fin dall’inizio l’apertura di scuole, ne scoprirono presto il potenziale apostolico e si impegnarono profondamente nell’educazione. Compresero così la necessità di orientamenti comuni per garantire un’identità condivisa e creare un sistema sostenibile. La Ratio Studiorum del 1599 offrì tali norme con la classica flessibilità gesuitica per adattarsi ai tempi, ai luoghi e alle persone, e per garantire che le scuole rimanessero centrate sulla loro ragion d’essere: “nei nostri collegi non solo si aiutino nelle lettere i nostri scolastici, ma anche gli esterni sia nelle lettere sia nei buoni costumi... mirando sempre al maggior servizio di Dio nostro Signore” (Cost. n. 392). Padre Arrupe lo espresse in un linguaggio contemporaneo: “L’idea fondamentale da cui partono tutte le mie considerazioni è questa: il collegio è un grande strumento di apostolato che la Compagnia affida a una comunità, o a un gruppo definito di uomini all’interno di una comunità, con uno scopo che non può non essere apostolico... è un autentico atto di ‘missione’” (I nostri collegi: oggi e domani, 1980, n. 6).
Pertanto, la sfida per le nostre scuole oggi è come possano servire la missione della Compagnia. La 36ª Congregazione Generale (CG 36) ha definito questa missione come una missione di riconciliazione e giustizia con Dio, all’interno dell’umanità e con il creato, espressa attraverso le Preferenze Apostoliche Universali (PAU) affidate da Papa Francesco alla Compagnia. Le PAU chiedono che le nostre scuole mostrino alle persone la via verso Dio (PAU n. 1); camminino con gli esclusi del mondo in una missione di riconciliazione e giustizia (PAU n. 2); accompagnino i giovani nella creazione di un futuro pieno di speranza (PAU n. 3); e collaborino alla cura della nostra casa comune (PAU n. 4).
La 35ª Congregazione Generale (CG 35) ci ha ricordato che “Servire la missione di Cristo oggi significa prestare particolare attenzione al suo contesto globale.Questo contesto richiede che noi agiamo come corpo universale con una missione universale, ma allo stesso tempo rendendoci conto della radicale diversità delle nostre situazioni. È come comunità mondiale – e, simultaneamente, come rete di comunità locali – che cerchiamo di servire gli altri in tutto il mondo.” (CG 35, D.2, n. 20)
Le nostre scuole hanno risposto alle sfide percorrendo la via della collaborazione globale, del discernimento e del lavoro in rete. Questo cammino ci ha aiutato ad affermare le nostre radici. I primi gesuiti incoraggiavano una frequente corrispondenza e la condivisione delle buone pratiche. Nell’ambito educativo crearono la Ratio Studiorum, fornendo orientamenti comuni. Oggi riconosciamo che “In questo contesto globale è importante sottolineare lo straordinario potenziale che abbiamo in quanto corpo internazionale e multiculturale. Agire coerentemente a questa nostra caratteristica non solo potrà migliorare l’efficacia apostolica del nostro lavoro, ma, in un mondo frammentato e diviso, potrà diventare testimonianza della riconciliazione in solidarietà con tutti i figli di Dio.” (CG 35, D.3, n. 43)
Come stanno rispondendo oggi le nostre scuole a questo contesto globale?
Desidero evidenziare due sviluppi importanti che stanno aiutando le nostre scuole a rispondere: (1) i cicli di incontri globali e (2) nuovi livelli di lavoro in rete e collaborazione.
1. I cicli. Nel 2012, la Boston College High School organizzò il primo incontro globale dei dirigenti delle scuole secondarie gesuite, il Colloquio Internazionale sull’Educazione Secondaria Gesuita (ICJSE). La dichiarazione di visione dell’incontro, che riunì più di 400 leader, ne esprime bene il significato: “Alla conclusione di questo incontro, i delegati hanno espresso la comune convinzione che nuovi “segni dei tempi” richiedano altrettanti cambiamenti (un cambiamento forte) nel nostro modo di procedere. Questo nuovo modo di procedere implica una permanente comunicazione e collaborazione attraverso il continuo sviluppo della nostra rete internazionale di scuole... e l’offrire ai nostri studenti delle opportunità per un’educazione che sia veramente globale.” L’ICJSE diede inizio a un nuovo modo di procedere, seguito da altri importanti incontri come il SIPEI nel 2014 e il Congresso JESEDU-Rio nel 2017. Questi incontri hanno continuato la vera tradizione dell’educazione gesuita dell’imparare facendo. Ben presto ci rendemmo conto che il processo sarebbe stato più efficace con un ciclo di incontri: prima un colloquio, poi un seminario e infine un congresso. Il primo ciclo (2012-2021) fu chiamato Scoprire il nostro potenziale apostolico globale, per accrescere la consapevolezza della nostra portata globale e del nostro straordinario potenziale apostolico. Nel 2021 abbiamo iniziato il secondo ciclo: Camminare come rete globale al servizio della missione (2021-2030), con l’obiettivo di consolidare la Rete Globale Gesuita delle Scuole (JGNS) come corpo apostolico al servizio della nostra missione.
Il Colloquio, come incontro iniziale di ogni ciclo, mira a riunire i membri dei team di leadership delle nostre scuole per sperimentare in prima persona l’interconnessione della rete gesuita e la nostra missione comune. Tiene conto delle tendenze attuali, sia nel mondo sia nell’educazione gesuita, per definire l’orientamento del ciclo.
Il Seminario è concepito come un momento di riflessione approfondita su un tema o una preoccupazione centrale per l’educazione gesuita. Nel caso del SIPEI 2014, si trattava dell’interrelazione tra pedagogia ignaziana e spiritualità. Per il II Seminario JESEDU-Jogja 2024, il tema scelto è fondamentale per la nostra educazione: Educare alla fede nel XXI secolo.
Il Congresso dei Delegati dell’Educazione Gesuita offre il forum necessario per coloro che sono responsabili delle reti locali, regionali e internazionali delle scuole gesuite, affinché possano discernere e promuovere un’agenda globale in risposta all’appello della CG 36 (2016), secondo cui discernimento, collaborazione e lavoro in rete costituiscono il nostro “nostro attuale modo di procedere” (CG 36, D.2, n. 3). Il primo Congresso si è svolto a Rio de Janeiro e si è concluso con una Dichiarazione d’Azione che ha stabilito un’agenda internazionale per le nostre scuole. Attualmente è in preparazione il II Congresso JESEDU-Montreal 2027.
2. Nuovi livelli di lavoro in rete e collaborazione. Le parole di Papa Francesco esprimono bene la sfida contemporanea per le scuole gesuite: “Molte cose devono riorientare la propria rotta, ma prima di tutto è l’umanità che ha bisogno di cambiare. Manca la coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti. Questa consapevolezza di base permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita. Emerge così una grande sfida culturale, spirituale e educativa che implicherà lunghi processi di rigenerazione.” (Laudato si’ 202). È chiaro che non possiamo rispondere alle sfide del nostro tempo se non lavoriamo insieme alle nostre scuole sorelle e ad altri. Nel 2021 abbiamo lanciato ufficialmente la Rete Globale Gesuita delle Scuole per offrire una piattaforma che permetta alle nostre scuole di operare a livello globale. Gli incontri sono importanti, ma da soli non bastano per apprendere la via della collaborazione. Stiamo imparando. Educate Magis, la comunità e piattaforma online degli educatori gesuiti/ignaziani, ha creato opportunità senza precedenti per lavorare insieme e connettersi con altre scuole nel mondo. Lanciata nel 2015, Educate Magis conta oggi più di 19.000 membri. Ciò ha permesso a molti educatori di collaborare, riconoscere i nostri valori condivisi e creare straordinarie opportunità di cooperazione, sviluppando un’educazione veramente globale.
È anche vero che le reti scolastiche gesuite locali e regionali stanno fiorendo ovunque. Molte esistono da anni, come la JSN in Nord America o la JEASA nell’Asia meridionale, con risultati significativi. Ma abbiamo anche reti più recenti, come la JASBEAM in Africa e Madagascar, che offre una visione comune e opportunità di formazione e collaborazione in una regione che ha visto nascere molte nuove scuole gesuite negli ultimi decenni e ne prevede molte altre. Hanno recentemente organizzato il II Colloquio JASBEAM ad Harare, con la partecipazione di oltre 200 persone delle nostre scuole della regione. La qualità dell’evento e l’entusiasmo dei partecipanti rafforzeranno certamente l’educazione gesuita e manterranno la nostra tradizione rilevante per l’Africa. A livello provinciale e nazionale molte delle nostre reti stanno prosperando con nuove iniziative e progetti collaborativi. È vero che in alcune province manca ancora un sufficiente lavoro in rete e che alcune reti o scuole locali sono ancora tentate da uno “splendido isolamento” e, in certi casi, necessitano di una leadership più audace che sviluppi pienamente il nostro potenziale internazionale.
In definitiva, i cicli e i nuovi livelli di lavoro in rete garantiscono, come afferma il documento Una Tradizione Viva (2019), che la nostra è davvero una tradizione viva e che le scuole gesuite sono impegnate a rimanere istituzioni apostoliche rilevanti per la Chiesa e per il mondo di oggi.







