San Francesco d’Assisi rivisitato tramite la danza e il teatro indiani
Il 5 giugno, nella Sala Nadal della Curia Generalizia, si è tenuto uno straordinario spettacolo di convergenza culturale, in cui i partecipanti si sono riuniti per rivivere la vita e il messaggio di San Francesco d’Assisi tramite la danza, la musica e il teatro classici indiani.
Padre Saju George, un gesuita della Provincia di Calcutta, ha diretto una compagnia di ballerini professionisti in uno spettacolo di danza che ha reinterpretato il messaggio senza tempo del santo sulla semplicità e l’armonia con tutta la creazione. Otto secoli fa, San Francesco camminava su questa terra; la sua visione continua a risuonare attraverso i continenti, le spiritualità e le tradizioni; e nel corso di questa serata, quella visione ha trovato la sua espressione tramite il linguaggio del movimento, del ritmo e della danza.
Il movimento come espressione spirituale
Il teatro classico indiano attinge a una tradizione che risale a più di duemila anni fa, ancorata a testi e pratiche tramandati di generazione in generazione. Questo antico patrimonio è profondamente intrecciato alla spiritualità indù e ad altre tradizioni che hanno plasmato la stessa cultura indiana. Padre Saju spiega che esiste persino un testo che ha più di 2.200 anni!
Riflettendo sul proprio percorso verso le arti performative, padre Saju ricorda di essere stato attratto dalle rappresentazioni artistiche fin dalla più tenera età. Questo interesse ha trovato una direzione precisa durante gli anni dell’università al St. Xavier’s College di Calcutta, dove ha iniziato a seguire lezioni formali di danza, teatro e musica classici indiani da ballerini professionisti. Quando padre Saju si è avvicinato a queste forme classiche, ha riconosciuto qualcosa di straordinario: esse offrivano un linguaggio di comunicazione straordinariamente eloquente. Quella che era iniziata come una semplice inclinazione artistica si è evoluta in una profonda convinzione: che le arti performative potessero diventare un veicolo di espressione spirituale e un mezzo per comunicare esperienze di Dio in modi che le sole parole non riescono a cogliere.
Questa forma d’arte si esprime attraverso un intricato sistema di gesti chiamati “mudras”, insieme a espressioni facciali e movimenti di tutto il corpo, tutti codificati con precisione e sviluppati nel corso dei secoli. Per padre Saju, questa ricca tradizione espressiva è diventata un ponte tra le antiche pratiche spirituali e l’espressione contemporanea della fede.
Perché San Francesco d’Assisi
Padre Saju ha rappresentato le vite di molti santi e figure straordinarie mediante questo apostolato artistico: da San Francesco Saverio e Sant’Ignazio a San Vincenzo de’ Paoli e Santa Teresa di Calcutta. Egli ha anche drammatizzato temi sociali e storie bibliche, mettendo ogni volta alla prova i confini della creatività e dell’espressione all’interno del teatro classico indiano.
L’iniziativa di creare questo spettacolo su San Francesco d’Assisi è partita dal Consolato Generale d’Italia a Calcutta, che stava pianificando delle attività per commemorare l’800º anniversario della morte del santo. Padre Saju si è immerso nella preparazione. Ha letto molto e si è persino recato ad Assisi per parlare con la gente del posto e cogliere sia il contesto storico che quello spirituale per questa rappresentazione artistica.
Una fusione di tradizioni attraverso i continenti
Lo spettacolo attinge al “Bharatanatyam”, una delle forme di danza classica indiana, arricchito da movimenti creativi di danza contemporanea. La musica stessa riflette una fusione di musica classica indiana con elementi moderni e occidentali, fusi in un’esperienza che onora sia le tradizioni europee che quelle asiatiche. La colonna sonora è prevalentemente in lingua inglese, mescolata a un po’ di bengalese per rendere lo spettacolo accessibile al pubblico.
Un santo per tutti i tempi
Nel suo nucleo, il messaggio dello spettacolo funge da tributo a San Francesco d’Assisi e lo rappresenta come un agente di pace e riconciliazione tra i popoli, l’umanità e la nostra casa comune. Fa eco alla preghiera per la pace spesso associata al santo: “Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace”.
Al di là del semplice intrattenimento, padre Saju e i ballerini hanno invitato tutti a immaginare un mondo più pacifico e armonioso, quello che San Francesco aveva immaginato ottocento anni fa e che rimane di urgente attualità oggi.
Padre Saju e la sua compagnia sono attivamente impegnati nell’insegnamento e nella trasmissione ai giovani dell’importante patrimonio culturale della danza classica indiana. Nei prossimi giorni sono in programma molte date, tra cui quella presso la Chiesa di Sant’Ignazio a Roma e in altre sedi in tutta Europa.







