Anche la Pontificia Università Gregoriana ha “lanciato” l’Anno Ignaziano

L’Università Gregoriana di Roma ha voluto celebrare l’Anno Ignaziano con una giornata di studio il giorno stesso della sua apertura, il 20 maggio. Il titolo che ha guidato i vari interventi è stato lo stesso del motto dell’anniversario per tutto il mondo: “Vedere nuove tutte le cose in Cristo”.

Dopo il saluto del Rettore e la presentazione del Presidente dell’Istituto di Spiritualità, il P. Generale Arturo Sosa, che era a Pamplona per l’inaugurazione dell’Anno Ignaziano, a 500 anni dal ferimento di Sant’Ignazio, ha fatto un intervento video in cui ha augurato che l’incontro con il Signore dia la possibilità di acquisire il suo sguardo, che permetterà - come al pellegrino di Loyola - di seguire il cammino, che è Lui stesso. Da qui sarà possibile promuovere trasformazioni personali e istituzionali.

Il Delegato del Padre Generale per le Case Interprovinciali a Roma, Johan Verschueren, ha incoraggiato l’Università Gregoriana a contribuire all’anniversario praticando il discernimento comunitario e la conversazione spirituale, e così andare verso un modello sinodale di Chiesa. Questo sarebbe - a suo parere - una buona comprensione della conversione sia individuale che comunitaria.

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Successivamente, il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Cardinale Luis Ladaria, SI, ha affrontato il tema “La lotta interiore e la conversione di Íñigo López de Oñaz y Loyola”. Nella sua conferenza ha sviluppato a vari livelli il processo di discernimento di Sant’Ignazio dalla ferita di Pamplona alla sua morte a Roma. Ha trattato successivamente dell’Ignazio pellegrino, il fondatore della Compagnia di Gesù e autore delle Costituzioni dell’Ordine, il Superiore Generale e l’Ignazio romano che ha unito la scrittura di circa 7.000 lettere con un Diario Spirituale che rivela il suo lato più mistico. Nel suo cammino di conversione attraverso tutta una vita ricca e multiforme, egli fu segnato dalla presenza continua del magis, dalla sua inclinazione progressivamente purificata al compimento della volontà di Dio, e dell’orientamento della sua vocazione e del carisma della Compagnia di Gesù verso “l’aiuto alle anime”.

Nel pomeriggio, il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Cardinale Marcello Semeraro, ha tenuto una conferenza dal titolo “Santità: discernere la presenza di Dio e trovarla in ogni cosa”. Si è concentrato sui desideri di cercare Dio presenti in Sant’Ignazio, così come in tutti i grandi autori spirituali e santi nei loro rispettivi percorsi di santità. Ha sottolineato come sia una ricerca discreta della volontà di Dio, che è possibile trovare, frutto di discernimento. Ha anche fatto riferimento a varie parti degli Esercizi Spirituali e al loro culmine nella “Contemplazione per raggiungere l’amore”. Ricordando Papa Francesco, ha sottolineato l’importanza di chiedersi sempre quale Dio si vuole cercare e trovare, per cui il discernimento è essenziale come condizione per poter trovare la sua presenza in ogni cosa.

Il Prof. Emilio González Magaña, SJ, ha chiuso l’evento sottolineando come Sant’Ignazio sia un testimone affidabile della ricerca di Dio per chi vuole ordinare la propria vita, come sottolinea il libro degli Esercizi.

Con questa collaborazione al lancio dell’Anno Ignaziano, la Pontificia Università Gregoriana ha svolto un ruolo specifico che le corrisponde, quello di mettere il suo carisma di leadership nell’apostolato intellettuale al servizio della Compagnia di Gesù e della famiglia ignaziana nella chiesa.

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Pubblicato da Communications Office - Editor in Curia Generalizia
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