La complessa realtà socio-ecologica dell’India e il sogno di un futuro migliore
Di Lumnesh Swaroop Kumar, SJ |
Provincia di Karnataka
[Da “Gesuiti 2024 - La Compagnia di Gesù nel mondo”]
Una riflessione nata dall’esperienza del Coordinatore per l’Ecologia della Conferenza dei gesuiti dell’Asia Meridionale.
Malappa e la sua famiglia sono dovuti emigrare dal
loro villaggio natale a causa dei frequenti eventi climatici estremi. Malappa
era un piccolo agricoltore dalit del Karnataka settentrionale, in India, pesantemente
indebitato in seguito ai cattivi raccolti. Alla ricerca di un’alternativa di
sostentamento, ha lasciato la sua terra ancestrale ed è finito a lavorare come
operaio edile in una baraccopoli della città di Pune, nel vicino Stato del
Maharashtra. La famiglia ha dovuto adattarsi a un nuovo ambiente
socio-culturale, subendo un’ulteriore pressione psicologica. Malappa ha dovuto
fronteggiare un problema ecologico complesso e interconnesso e ormai non è più
raro che centinaia di altre persone finiscano, come lui, nelle baraccopoli
urbane dell’India.
Sono stato testimone della dura realtà dei contadini che ogni anno si trovano a dover far fronte ad aree di coltura allagate e terreni inariditi. Ciò che mi ha sconvolto di più è stato il modo in cui i contadini indiani, che erano abituati a prevedere le stagioni e a decifrare i segnali della natura, sono stati ingannati dagli imprevedibili cambiamenti climatici degli ultimi anni. Il risultato è stato un raccolto fuori stagione, rese più basse, perdite economiche e il suicidio di diversi agricoltori. Il cambiamento dei percorsi monsonici, le frane, le gravi ondate di freddo e di calore, il degrado del suolo e la scarsità d’acqua sono solo alcuni degli effetti dovuti agli eventi climatici estremi che colpiscono la produzione agricola, la salute pubblica e le infrastrutture, provocando migrazioni di massa e la perdita di vite e mezzi di sussistenza nella maggior parte dei Paesi dell’Asia Meridionale.
Mi sembra evidente che ciò che stiamo sperimentando
ora in termini di problemi ecologici interconnessi, sia il risultato
dell’avarizia e del narcisismo umani causati dalla nostra incapacità di
accettare il fatto che siamo parte integrante di un cosmo interconnesso e
interdipendente. Il cambiamento climatico non risparmia nessuno. Tutti ne
subiamo le conseguenze. La domanda, tuttavia, è: chi ne porta il peso maggiore?
I poveri, i contadini, i tribali, i migranti, le donne, i bambini, gli anziani
e i diversamente abili sono particolarmente vulnerabili. I problemi ecologici
sono quindi legati a fattori di genere, giuridici, psicologici e fisici,
socio-economici, migratori, spirituali ed esistenziali.
L’esercizio della contemplazione per ottenere l’amore, attraverso il quale Ignazio ci chiede di contemplare Dio che opera incessantemente nel mondo, ha ispirato i gesuiti a prendersi cura della nostra casa comune: la terra. I problemi socio-ecologici dell’India li hanno motivati ad impegnarsi più profondamente nella promozione dell’ecologia integrale negli ultimi 30 anni ed oltre. La recente quarta Preferenza Apostolica Universale ha riaffermato e rivitalizzato questo impegno.
La spiritualità indiana concepisce la realtà come coesistenza interconnessa nel cosmo. L’espressione sanscrita “Vasudhaiva Kutumbakam”, che significa “la terra è una famiglia”, riassume bene questo concetto spirituale, che presenta una visione di sviluppo olistico e di rispetto per tutte le forme di vita, comprese quelle non umane, e fornisce il contesto culturale ai gesuiti indiani.
In qualità di coordinatore per l’ecologia della
Conferenza dei gesuiti dell’Asia Meridionale per il periodo 2018-20, ho avuto
l’opportunità di interagire con diverse proposte ecologiche dei gesuiti
all’interno della Conferenza. La maggior parte di esse si è dimostrata una risposta
creativa alle esigenze delle popolazioni locali in un contesto particolare:
progetti di bacini idrici in villaggi a rischio di siccità, promozione della
leadership ecologica tra i giovani, creazione di opportunità economiche per i
tribali sulla base delle loro conoscenze tradizionali, conservazione della
biodiversità in collaborazione con le popolazioni indigene e conduzione di
ricerche ecologiche, solo per citarne alcuni. Questo mi ha convinto che
l’ecologia non può essere un altro apostolato della Compagnia di Gesù, ma
piuttosto parte di ogni apostolato che già svolgiamo.
L’India di oggi mostra immensa speranza verso una società ecologicamente consapevole. Diverse organizzazioni non governative (ONG), organizzazioni religiose (FBO), attivisti sociali, scienziati, giovani, economisti, artisti e, soprattutto, le vittime dei disastri ecologici assumono responsabilità e promuovono con ottimismo la metanoia ecologica tra gli individui e nel governo. Il p. Stan Swamy, che ha difeso i diritti delle popolazioni indigene, in lotta per la terra e per la conservazione delle foreste, dalla mafia mineraria, ha sacrificato la sua vita con implacabile coraggio per una causa socio-ecologica.
Il mio sogno di una possibile azione ecologica gesuita.
• Sviluppare nei centri sociali gesuiti soluzioni socio-ecologiche basate sui bisogni e sul territorio.
• Stabilire legami in tema di ecologia tra diversi apostolati all’interno di una Provincia.
• Creare una rete tra i modelli socio-ecologici di diverse Province.
• Avviare collaborazioni con il governo, altre ONG e FBO e partenariati al di fuori dei centri gesuiti.
• Esaminare possibilità di attivazione di reti globali di advocacy tra le Conferenze dei gesuiti.
• Creare una leadership socio-ecologica tra i giovani, una rete giovanile ecologica a livello nazionale.
• Condurre ricerche socio-ecologiche negli istituti di istruzione superiore dei gesuiti.
• Sviluppare e promuovere programmi di conversione ecologica nelle parrocchie e nei centri di ritiro dei gesuiti.
• Utilizzare proposte socio-ecologiche come punto di partenza per il dialogo interreligioso. Non esistono né un’aria cristiana, né un’acqua musulmana, né un suolo indù.
L’obiettivo socio-ecologico dei gesuiti potrebbe essere sintetizzato come responsabilità collettiva, sforzo collaborativo e risposta creativa per la costruzione di una società piena di speranza ed ecologicamente equa insieme a tanti altri Malappa.







