La tutela della lingua: un altro aspetto dell’ecologia integrale
Di Colin
Brady | Campion Hall, Oxford, Provincia Britannica
[Da “Gesuiti 2024 - La Compagnia di Gesù nel mondo”]
Proteggere le comunità linguistiche a rischio di estinzione è un altro modo per lottare per i diritti umani e affrontare la sfida ecologica.
È difficile immaginare due luoghi più diversi dell’Università di Oxford, con le sue guglie fiabesche e la sua comunità di accademici e studenti, e dei ventotto villaggi e delle due piccole città ai piedi delle montagne dell’Himalaya, che ospitano la tribù dei Hrusso Aka. Eppure, adesso li unisce un importante progetto di ricerca sulla lingua a rischio di estinzione di questa tribù unica dell’India nordorientale.
Il Laudato si’
Research Institute, con sede a Campion Hall, presso l’Università di Oxford,
ha avviato un partenariato con il p. Vijay D’Souza SJ e altri che lavorano con
le comunità linguistiche a rischio di estinzione. Quando la lingua di una
comunità rischia di scomparire, la sua popolazione rischia di perdere la
propria peculiare comprensione della vita e del modo di intendere l’essere
umano sul pianeta che tutti noi condividiamo. Seguendo una lunga tradizione di
linguisti gesuiti, il p. Vijay D’Souza SJ lavora da oltre vent’anni sulle
lingue indigene dell’India nordorientale a rischio di estinzione. Le sue
ricerche lo hanno portato a conseguire il dottorato a Campion Hall. Il p. Vijay
descrive così la sua motivazione: “La perdita di intere lingue non è solo una
preoccupazione accademica; quando ci pensiamo ci rendiamo subito conto che stiamo
parlando di intere tradizioni a rischio, e constatiamo che῾i
diritti linguistici sono una questione di giustizia sociale; i diritti
linguistici sono diritti umani᾿.”
Approfondendo la mitologia sacra, gli elenchi di parole, la storia orale e altre usanze locali, il p. Vijay ha raccolto i vocabolari di queste lingue a rischio di estinzione, consentendo ai relativi gruppi comunitari di produrre libri di testo, storie e persino notiziari nelle loro lingue. Il p. Vijay aggiunge: “È una metodologia che io chiamo RIME, cioè intervento rispettoso per un arricchimento reciproco (respectful intervention for mutual enrichment)”, grazie al quale ad essere preservata non è solo una lingua, ma anche un’intera cultura e un modo di vivere.
L’interesse del p. Vijay per le lingue a rischio di estinzione è nato nel 1999, quando ha intrapreso un progetto linguistico nello Stato dell’Arunachal Pradesh, nell’India nordorientale. Con circa un centinaio di piccole tribù indigene e novanta lingue, questo è uno degli Stati più variegati dell’India dal punto di vista linguistico e culturale. Il p. Vijay si era occupato della tribù Hrusso Aka, costituita da una popolazione di settemila persone. I cittadini del villaggio avevano chiesto ai gesuiti di aprire una scuola, segnando così l’inizio della loro missione nel 1988.
I tre pionieri della missione gesuita si interessarono subito della lingua, con grande sorpresa degli abitanti del villaggio. Il p. Vijay arrivò mentre stava ancora studiando in vista dell’ordinazione e fu incaricato di imparare l’Aka, un’impresa che si rivelò impegnativa. In primo luogo, la lingua Hrusso Aka non era codificata, e quindi il p. Vijay fu costretto a trovare il modo di impararla senza i consueti strumenti linguistici: grammatica, dizionario o altre forme di materiale stampato. In secondo luogo, e un po’ sorprendentemente, vi era un diffuso pessimismo sul futuro della lingua tra gli stessi nativi.
Anche la dottoressa Sarah Ogilvie, ricercatrice di
Linguistica a Campion Hall, condivide la stessa preoccupazione, avendo lavorato
alla documentazione e alla rivitalizzazione delle lingue in Australia e in
America. “Negli ultimi quindici anni circa si è verificato un mutamento nel
modo in cui svolgiamo questo lavoro. Nell’ambito dello studio accademico delle
lingue a rischio di estinzione, il più grande cambiamento risiede in una nuova
enfasi sulla collaborazione e sul rafforzamento delle competenze. Ora le
comunità stesse invitano il linguista a lavorare con loro; sono loro a definire
l’agenda e a prendere le decisioni, mentre il linguista è lì per imparare da
loro.”
Il p. Nick Austin SJ, Master di Campion Hall, si è mostrato contento dello sviluppo di questo impegno: “È un esempio stimolante del tipo di lavoro che ci proponiamo di fare con i colleghi qui a Oxford, proponendo una ricerca di livello mondiale che risponda alle preoccupazioni del mondo reale. Affermare e garantire la sopravvivenza delle lingue e delle culture delle persone è una parte essenziale della nostra missione di camminare con gli esclusi e di lavorare con gli altri alla cura della nostra casa comune.”
Le lingue a rischio di estinzione non sono solo un problema di diritti umani, ma anche un problema ecologico. Con il 90% delle lingue del mondo a rischio di scomparsa nel corso del prossimo secolo, la tutela delle lingue sarà fondamentale per proteggere il mondo in un’epoca di crisi climatica e per proteggere le comunità dall’aumento della povertà in un periodo di turbolenze economiche a livello mondiale. La collaborazione tra il Laudato Si’ Research Institute e il North Eastern Institute for Language and Culture dell’Asia nordorientale fondato dal p. Vijay, fornisce un supporto scientifico e pratico indispensabile per questo lavoro.
Le risorse sulle lingue a rischio di estinzione sono
disponibili sul sito web del Laudato si’
Research Institute insieme ad altro materiale, tra cui una biblioteca
gratuita di testi fondamentali sull’ecologia integrale. Le proposte di nuove
collaborazioni di ricerca sono benvenute e Campion Hall è sempre disponibile a
valutare opportunità di studio post-laurea presso l’Università di Oxford.







