Voci gesuite dagli Archivi: la Seconda Guerra Mondiale e la Compagnia di Gesù
L’11 gennaio 1945, mentre la Germania era sotto il regime nazista, Alfred Delp, SJ, scrisse una lettera d’addio ai suoi confratelli gesuiti dalla prigione di Berlino-Tegel: “[la mia] esecuzione è prevista per oggi”. Proseguiva: “Il vero motivo della condanna è che sono e sono rimasto un gesuita.” Riguardo al suo processo, scrisse: “L’atmosfera era così piena di odio e ostilità”, concludendo la sua lettera con le parole: “Che il Signore Dio vi benedica e vi protegga, il vostro riconoscente Alfred Delp SJ” (Archivi gesuiti della Provincia dell’Europa Centrale). Venne giustiziato il 2 febbraio all’età di trentasette anni.
Alfred Delp (1907-45) è una delle vittime gesuite più note della Seconda Guerra Mondiale. Insieme a decine di altri gesuiti, è il soggetto di un nuovo libro sull’esperienza dei gesuiti durante la guerra, vista attraverso la lente degli archivi.
Giuseppe Massaruti, SJ, descrive nel suo diario personale il bombardamento di Roma del 19 luglio 1943 (Archivio Storico della Provincia Euro-Mediterranea – AEMSI, Fondo Provincia Romana, serie scritti personali, vol. 758.1).
La Seconda Guerra Mondiale è riconosciuta come un disastro umanitario di proporzioni mai viste prima nella storia del mondo. Ha trasformato l’ordine economico, politico e sociale del mondo. All’epoca, la Compagnia di Gesù contava quasi 30.000 membri in tutto il mondo (di cui quasi 20.000 in Europa), eppure gli studi sui gesuiti di quest’epoca rimangono meno numerosi rispetto ad altri periodi. Questo nuovo volume cerca di fornire strumenti di ricerca per esplorare la storia dei gesuiti nel contesto di questa svolta cruciale della storia moderna.
Il volume presenta le collezioni degli Archivi della Compagnia, insieme a panoramiche storiche, relative agli anni 1939-45, in Gran Bretagna, Cechia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Libano, Paesi Bassi, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna e presso la sede dell’Archivio della Compagnia di Gesù a Roma. Accompagnato da ricche riproduzioni a colori di fonti d’archivio selezionate, il risultato è un mosaico di prospettive ed esperienze.
Durante questo periodo, la Compagnia di Gesù (i gesuiti) ha affrontato gravi sconvolgimenti nella sua missione e nella sua struttura. Alcuni sono stati uccisi, imprigionati o hanno visto la loro missione interrompersi. La guerra ha anche danneggiato le proprietà dei gesuiti o ne ha provocato il sequestro, con molte istituzioni riadattate per uso bellico.
Lettera inviata da Jacques Sommet SJ (1912-2013) alla sua famiglia dal campo di concentramento di Dachau
(Archives Jésuites EOF France, Fonds personnel du P. Jacques Sommet, boite n°1).
Novantasei gesuiti furono inviati al campo di concentramento di Dachau, e trentuno vi morirono. Diversi gesuiti diedero un contributo significativo alle basi intellettuali e teologiche della resistenza al regime autoritario e al rifiuto definitivo dell’antisemitismo come fondamentalmente non cristiano.
Tuttavia, pur essendo presi di mira in molte parti d’Europa, i gesuiti non subirono persecuzioni o morte in misura neanche lontanamente paragonabile a quella di altri gruppi. La maggior parte di loro era più al sicuro e in condizioni migliori rispetto a gran parte della popolazione europea. Il libro, quindi, non è tanto rappresentativo dell’esperienza bellica europea, ma getta piuttosto nuova luce su un suo aspetto, oltre a rivelare la varietà di esperienze vissute all’interno della Compagnia di Gesù in quegli anni.
Ad esempio, Alfred Delp, menzionato in precedenza, era membro del “Circolo di Kreisau”, un gruppo eterogeneo di intellettuali che cercava di delineare il quadro di riferimento per una società tedesca rinnovata nel periodo successivo al nazismo. Altri gesuiti citati nel libro sono meno famosi di Delp, ma forniscono descrizioni vivide dell’esperienza bellica. A testimonianza della natura globale della Compagnia, il diario tenuto per la residenza gesuita di Macao descriveva il “vero cataclisma inaspettato” della guerra del Pacifico (Archivi della Compagnia di Gesù in Portogallo).
La chiesa di Same, una città nell'entroterra di Timor Est, distrutta dai giapponesi durante la Seconda guerra mondiale (APSI).
In Ungheria, nel frattempo, singoli gesuiti hanno fatto luce sull’esperienza bellica dell’Asse: ad esempio, Sándor Mogyoróssy, SJ, (1903-76) tenne un diario mentre prestava servizio come cappellano militare: descrisse la ritirata militare dai territori dell’odierna Polonia e fu testimone della rivolta di Varsavia ad agosto del 1944, nonché dell’ultima offensiva ungherese della Seconda Guerra Mondiale. Il suo confratello József Kráhl, SJ, (1923-99) scrisse dell’assedio sovietico di Budapest del 1944, diventando in seguito missionario in Vietnam e nelle Filippine.
Per la prima volta, gli archivisti delle Province gesuite d’Europa e del Mediterraneo orientale hanno collaborato per rendere accessibile l’esperienza gesuita della Seconda Guerra Mondiale agli specialisti e a un più ampio pubblico di lettori. A cura degli archivisti Damien Burke (Irlanda), Rebecca Somerset (Regno Unito) e Christian Taoutel (Libano), il volume è il risultato di un progetto coordinato dall’Archivio della Compagnia di Gesù a Roma (ARSI), in collaborazione con gli Archivi Provinciali della Conferenza dei Provinciali gesuiti dell’Europa (JCEP). È disponibile presso le pubblicazioni IHSI, all’indirizzo www.fondazionepolanco.org.
The Second World War through Jesuit Archives: The Case of Europe (1939–1945), a cura di: Damien Burke, Rebecca Somerset e Christian Taoutel (2026), brossura, 348 pagine, 35€. ISBN 978-88-7041-702-9. Per gli ordini, visita il nostro sito di vendita presso la Fondazione Polanco.
[© Foto nell'intestazione dell'articolo: British Jesuit Archives, #26]
[© Foto principale dell'articolo nella homepage e foto di copertina del libro: Warsaw, APWMTJ]
Fondazione Polanco
The Second World War through Jesuit Archives: The Case of Europe (1939–1945)
IHSI – Institutum Historicum Societatis Iesu








