Il JRS – 40 anni di accompagnamento… ancora così necessario

Il 14 novembre ricorre il 40° anniversario del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS). In un certo senso, è una vergogna per l’umanità che il servizio della Compagnia di Gesù a questo gruppo di emarginati sia ancora oggi così necessario. Quando il padre Pedro Arrupe, allora Superiore Generale della Compagnia, lanciò questa iniziativa, prima per i rifugiati provenienti dal Vietnam e in seguito più in generale per quelli del Sud Est asiatico, non poteva immaginare che il numero dei rifugiati sarebbe cresciuto costantemente nei decenni successivi.

Eppure questa è la dura realtà del nostro mondo. Il JRS lavora in più di 50 paesi e accompagna non solo i rifugiati, ma anche molte persone sfollate con la forza all’interno del proprio paese. Lo fa da 40 anni. Non possiamo celebrare “con gioia” un anniversario del genere, ma possiamo rendere grazie per l’impegno di tanti uomini e donne che, insieme ai gesuiti, si sono dati da fare per alleviare la difficile situazione dei rifugiati e, soprattutto, per aprire prospettive per il loro futuro.

Il 14 novembre 2020, mentre la pandemia di COVID-19 continua a imperversare, è soprattutto in modo virtuale che l’anniversario viene messo in evidenza. L’eredità del padre Arrupe è stata messa in luce dai beneficiari, dal personale, dai volontari e dai partner nella missione del JRS in tutto il mondo. Nel pomeriggio, ora di Roma, si è svolto un evento online, seguito da un’Eucaristia, che è al contempo ringraziamento e preghiera di intercessione.

Risposta al COVID-19

Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati
 

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Durante il suo discorso a tutta la grande famiglia del JRS, il Padre Generale ha sottolineato quanto questo lavoro gesuita sia basato in primo luogo sulla compassione provata dal padre Arrupe. Questa compassione ha fortemente segnato tutte le attività del JRS, che non vuole essere una ONG tra le altre, ma vuole soprattutto accompagnare i rifugiati, camminare con loro verso il futuro: è un’organizzazione che vuole essere umana, spirituale e anche pedagogica. Riflettendo sulla storia e sull’impegno del JRS, al padre Sosa viene in mente la recente enciclica di Papa Francesco, Fratelli tutti. Il Santo Padre ci invita ad entrare in un mondo che permetta di rinnovare l’incontro e il dialogo, soprattutto con i dimenticati, i rifugiati e i migranti.

Alla fine del suo intervento, il P. Sosa ha annunciato che a partire da quest’anno, il 14 novembre sarà considerato nella Compagnia di Gesù universale come la “Giornata del JRS”. Questo è un modo per sottolineare la costante risposta della Compagnia di Gesù alle necessità degli sfollati con la forza. Egli ha anche annunciato che la Compagnia, in occasione del 40° anniversario, darà un contributo di un milione di dollari per sostenere la missione di accompagnamento, servizio e difesa dei rifugiati.

L’Eucaristia di questo anniversario ha proposto, come prima lettura, un estratto di una lettera del p. Pedro Arrupe del 14 novembre 1980. Dopo aver spiegato come era stato personalmente toccato dalla situazione dei “boat people” che aveva incontrato, e come aveva condiviso con i Superiori Maggiori della Compagnia l’urgenza che la Compagnia si impegnasse in questa sfida, il p. Arrupe scriveva: “Considero (quest’opera) come un nuovo apostolato moderno per tutta la Compagnia, di grande importanza oggi e in futuro, che porterà anche un grande beneficio spirituale alla Compagnia.”

L’omelia del Padre Generale era collegata a questo richiamo storico. Anche con la lettera di San Paolo ai Tessalonicesi, che ci invita ad essere agenti di luce e di vigilanza (1 Ts 5,1-6), e con il Vangelo scelto per l’occasione, quello del capitolo 25 di San Matteo (14-30), che sottolinea l’importanza di far beneficiare gli altri dei propri talenti e delle proprie risorse, piuttosto che tenerli gelosamente per sé. Il padre Sosa ha detto che il JRS è stata una delle principali espressioni dell’impegno della Compagnia di Gesù ad amare e accompagnare i poveri e gli esclusi, in modo specificamente ignaziano, per 40 anni.

I gesuiti e i loro partner nella missione sono chiamati a offrire una risposta coraggiosa alle crisi che si presentano in un determinato momento senza perdere di vista il lungo termine. Si tratta di sostenere le prospettive per un futuro migliore per tutti, specialmente per coloro che soffrono a causa della povertà o della violenza. L’audacia è necessaria, come lo era per i personaggi della parabola che dovevano impegnarsi e rischiare perché il loro talento desse i suoi frutti. Nel contesto attuale, le priorità del JRS, segnatamente la riconciliazione, il sostegno psicologico, l’istruzione e l’accesso ai mezzi di sussistenza, incarnano la missione della Compagnia di Gesù così come viene espressa dalle recenti Congregazioni Generali.

Nel concludere la sua omelia, il Padre Generale ha riconosciuto che “Il quarantesimo anniversario del JRS è agrodolce: se il regno di Dio fosse pienamente presente, non ci sarebbe bisogno del JRS! Eppure l’urgenza del messaggio evangelico ci obbliga a continuare il nostro impegno.”

Leggi la lettera del Papa in occasione del 40° anniversario del JRS

40 anni di accompagnamento

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Pubblicato da Communications Office - Editor in Curia Generalizia
Communications Office
L’Ufficio Comunicazione della Curia Generalizia pubblica notizie di interesse internazionale sul governo centrale della Compagnia di Gesù e sugli impegni dei gesuiti e dei loro partner. È anche responsabile delle relazioni pubbliche.

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